HAV-IgG

 

La determinazione degli anticorpi sierici  rappresenta oggi il miglior metodo di diagnosi di infezione virale da epatite di tipo A. La tecnica di immunoenzimatica ci permette di rilevare  la presenza di  Anti HVA IgG intorno alla 2-3 settimana dopo l’esordio clinico con un picco intorno a 8-10settimane. Tali anticorpi persistono poi per molti anni.

HAV-IgM

 

Con le tecniche immunoenzimatiche è possibile ricercare nel siero le IgM specifiche anti-HVA già entro 1 settimana dall’inizio dei sintomi clinici. Il loro livello tende a crescere nelle prime 4-6 settimane per poi scomparire e determinare quindi la fine della fase acuta infettiva.

HbcAb-IgG

 

E’ il primo anticorpo che compare durante la fase clinica dell’epatite in seguito a stimolo antigenico specifico di tipo –c-. Titoli bassi di IgG possono persistere a lungo con il significato di pregressa infezione. La persistenza di anti HBc-IgG, in assenza di HBs-Ag ed anti HBs, è solo indice di avvenuta infezione ma non di guarigione ed il paziente è ancora potenzialmente infettivo.

HbeAb

 

La presenza di questi anticorpi nel siero di soggetti colpiti da epatite  B sta ad indicare una risoluzione dell’infezione con riduzione del contagio ed una contemporanea scomparsa della positivita dell’HBE-Ag.

HBeAg (Antigene)

 

Rappresenta una proteina antigenica correlata con la replicazione del virus dell’epatite B. Compare nel siero per poche settimane durante la fase di iniziale della malattia e scompare con il positivizzarsi dell’Anti-HbS Ab. La persistenza può essere correlata con lo sviluppo di una epatopatia cronica.

HbsAb

 

Costituisce l’anticorpo neutralizzante dell’antigene di superficie. La sua tardiva comparsa insieme all’Hbe Ab ed all’Hbc Ab indica la fase di risoluzione della malattia con il paziente non più infetto ed immune in caso di reinfezione. Tali anticorpi permangono in circolo persistendo per lungo tempo.

HbsAg (Antigene)

 

Per HbS Ag vedi articolo Antigene Au (Australia).

HBV-DNA QUANTITATIVO

 

Il dosaggio dell’HBV-DNA quantitativo, ormai eseguito quasi di routine nei grossi centri diagnostici con le collaudate ed affinate tecniche in PCR, rappresenta il test principale per monitorare l’efficacia di una terapia di eradicazione del virus dell’epatite B.

HBV-DNA-PCR

 

La ricerca del genoma virale dell’epatite B in PCR risulta il test più sensibile per evidenziare la presenza di una attiva replicazione virale e quindi di una fase di contagiosità. La presenza del DNA virale è riscontrabile nei primi giorni di malattia e tende a scomparire insieme all’HbeAg. Al contrario la sua permanenza può significare un possibile stato di cronicizzazione. 

HCG NELLE URINE

 

Test ormai scarsamente richiesto in laboratorio perché a livello di prima indicazione ha un valido sostituto nei Kit venduti nelle farmacie. Per monitorare lo stato di una gravidanza si preferisce la ricerca delle Beta HCG nel siero.

HCV

 

Il virus dell’epatite C (HCV) colpisce oggi circa 2 milioni di persone nel mondo con patologia a carico del fegato, spesso con infezione persistente che può degenerare in cirrosi. E’ un virus appartenente al genere " Flavivirus " il cui genoma è costituito da una singola catena di RNA. Diversi sono i test di laboratorio che ci permettono di evidenziare sia gli anticorpi presenti nel siero che il genoma virale in fase attiva.

HCV AB-IgM

 

Test su siero effettuato in Elisa alla ricerca delle IgM che sono espressione della possibile replicazione del virus HCV. E’ bene, per la conferma di tale situazione, ricorrere alla metodica di biologia molecolare PCR.

HCV GENOTIPO

 

Per HCV-Genotipo vedi articolo "HCV-Tipizzazione"

HCV RIBA (TEST CONFERMA)

 

L’HCV-Riba è un test immunologico eseguito su strip per la rilevazione degli anticorpi del virus dell’epatite C su siero umano. Viene in genere utilizzato come test supplementare , più specifico, in caso di positività riscontrate con test di sceening. L’innovazione del test risiede nel fatto che gli antigeni virali sono immobilizzati in 6 bande differenti su una strip di nylon ed inoltre su ogni striscia sono presenti bande di controllo che reagiscono con il siero in esame.

HCV RNA (PCR) QUALITATIVO

 

Mediante la tecnica di biologia molecolare PCR basata sul principio di amplificazione anche di poche molecole di RNA del virus dell’epatite C oggi in laboratorio siamo in grado di distinguere uno stato di infezione acuta o cronica da una situazione di infezione pregressa. La determinazione dell’HCV-RNA risulta particolarmente utile per verificare l’efficacia della terapia con interferone.

HCV RNA (PCR) QUANTITATIVO

 

Dopo aver estratto il DNA del virus dell’epatite C da un siero di un soggetto ammalato e si voglia quantizzare la virosi , la tecnica della PCR ci consente tramite diluizioni seriali del DNA e successive amplificazioni di dare una risposta quantitativa dei genomi virali amplificabili. Questo dato di partenza può essere utilizzato per verificare l’efficacia di un protocollo terapeutico in una successiva indagine.

HCV TIPIZZAZIONE

 

Le moderne tecniche di infettivologia molecolare, da noi acquisite ed ormai di routine presso il nostro centro, ci permettono l’amplificazione di una regione del genoma virale dell’HCV mediante PCR e la sua tipizzazione mediante analisi di sequenza dei tipi da 1 a 6 e relativi sottotipi . Questo dato di laboratorio rappresenta un test molto importante per l’infettivologo che dovrà seguire il cammino terapeutico del soggetto infettato dal virus dell’epatite C.

HDV Ab IgG (Anti DELTA)

 

Il virus Delta è una particella costituita da un genoma a RNA che necessita dell’antigene epatite B come helper per mantenere la sua sintesi. L’eventuale infezione da virus epatite Delta può essere acuta a decorso benigno e risoluzione spontanea o una superinfezione con una eoluzione ad epatite cronica.

HELICOBACTER PYLORI SALIVARE

 

Da recenti studi è stato ormai dimostrata la presenza di H. Pilori anche nella saliva dei soggetti affetti da ulcera duodenale e gastrica. Si tratta di un test per ora scarsamente utilizzato in quanto, oltre alla ricerca degli anticorpi nel siero o tramite gastroscopia si preferisce a livello strumentale ricorrere al test respiratorio all’urea 13C per evidenziare l’H.P.

HIV GENOMA

 

La presenza nel siero di Ab-anti HIV indica che il soggetto è certamente venuto a contatto con il virus, ma per avere la certezza di uno stato di malattia e quindi di una attività virale antigenica, occorre cercare, mediante la PCR, il genoma virale utilizzando sangue intero.

HLA

 

Il sistema HLA,  con i suoi prodotti genici, localizzati sul braccio del cromosoma 6, costituisce l’insieme degli antigeni di trapianto e di prodotti associati alla risposta immune. Esso riveste un notevole significato biologico nel meccanismo di rigetto ai trapianti e nella ricerca genica di particolari patologie umane.

HLA ANTIGENI DI ISTOCOMPATIBILITÀ

 

Per HLA antigeni di istocompatibiltà vedi articolo: HLA

HLA B 27

 

Lo studio degli antigeni del complesso HLA  ed specificatamente dell’HLA-B27 riveste un notevole interesse per la selezione dei donatori nei trapianti di organo. Tali antigeni linfocitari di istocompatibilità sono delle proteine presenti sulla superficie dei linfociti e " tarate " su base genetica.

HPL(ORMONE LATTOGENO PLACENTARE)

 

L’HPL (ormone lattogeno placentare) viene prodotto esclusivamente nelle prime fasi della gravidanza e dimostrabile nel siero di una gestante a partire dalla sesta-settima settimana.Aumenta progressivamente e decade rapidamente dopo il parto. L’ormone ha una azione antagonista dell’insulina con risparmio di zuccheri a favore del feto.

HPV

 

Il papillomavirus (Human Papilloma Virus= HPV) è la causa più frequente di infezioni genitali nella donna. Esistono molti tipi di questo virus, a seconda del contenuto di DNA e provocano diverse patologie che vanno dalle verruche sulla pelle, ai condilomi genitali a patologie più complesse. Le lesioni genitali si possono diagnosticare con il Pap test, colposcopia o biopsia. La ricerca diretta del genoma virale su siero può essere effettuata mediante le moderne tecniche di utilizzo di sonde genetiche in PCR.

HPV DNA TIPIZZAZIONE

 

La diagnostica molecolare ci permette oltre alla determinazione qualitativa  di individuare il genotipo, cioè di tipizzare, il tipo di virus HPV anche in campioni la cui carica patogena sia molto bassa. Ricordiamo che l’elevata sensibilità di queste metodiche permette di formulare una diagnosi precisa.

 

Esami