A IDROSSIBUTIRRATODEIDROGENASI
 

E’ uno degli isoenzimi dell’LDH in grado di catalizzare la reazione da piruvato a lattato. Test di laboratorio scarsamente richiesto è conosciuto anche con la sigla HBDH.

AB ANTI LEGIONELLA
 

La legionella pneumophila è un batterio responsabile di una malattia diagnosticata come una forma di polmonite con un periodo di incubazione che varia tra i 2 –10 giorni. La presenza di questo microrganismo può essere dimostrata con la tecnica dell’immunofluorescenza mediante la ricerca degli anticorpi nel siero del paziente, anticorpi che compaiono dopo 7-10 giorni dall’esordio clinico dell’infezione polmonare fino a raggiungere valori elevati dopo circa 20gg.

AB ANTI STREPTOCHINASI
 

Gli anticorpi anti streptochinasi hanno analogo significato degli anticorpi anistreptolisina O (TAS) e sono prodotti in seguito ad infezioni da streptococco beta emolitico A, C e G.

AB ANTIVIRUS RESPIRATORI SINCIZIAL.
 

La ricerca del titolo anticorpale del virus respiratorio sinciziale nel siero , costituisce il metodo attualmente più utilizzato quando si sospetti una eziologia virale in caso pneumopatia acuta specie nei bambini. Il movimento anticorpale raggiunge valori elavati fin dagli esordi della malattia , per poi scendere dopo qualche settimana.

ABG PER URINOCOLTURA
 

L'antibiogramma viene eseguito per testare la sensibilità dell'organismo patogeno, isolato mediante l'esame colturale di un materiale biologico (in questo caso urina), verso un determinato antibiotico; sulla base di questo test si può determinare se il batterio è sensibile (S) o resistente (R) agli antibiotici testati.

ABG SECRETO PROSTATICO
 

Si esegue l'antibiogramma su eventuali organismi isolati dalla coltura del secreto prostatico.

ABG SPERMIOCOLTURA
 

Si esegue l'antibiogramma su eventuali organismi isolati dalla coltura del liquido seminale.

ABG TAMPONE FARINGEO
 

Si esegue l'antibiogramma su eventuali organismi isolati dalla coltura del tampone faringeo.

ABG TAMPONE URETRALE
 

Si esegue l'antibiogramma su eventuali organismi isolati dalla coltura del tampone uretrale.

ABG TAMPONE VAGINALE
 

Si esegue l'antibiogramma su eventuali organismi isolati dalla coltura del tampone vaginale.

AC. 5 - IDROSSINDOLACETICO
 

Il 5-HIAA è il prodotto finale del metabolismo della serotonina che viene eliminato nelle urine attraverso i reni; il dosaggio di questa molecola viene utilizzato come test di screeening per il sospetto di sindrome da carcinoide.

AC. ACETILSALICILICO
 

Vedi salicemia

AC. BILIARI
 

Gli acidi biliari derivano dal colesterolo di cui rappresentano il prodotto specifico del metabolismo epatico e circa l’80% della quota del colesterolo sintetizzata nelle 24h dal fegato viene trasformata in acidi biliari.

AC. DESOSSIGLICOLICO
 

L’idrolisi degli acidi biliari porta alla formazione di acidi biliari liberi presenti nella bile umana.Uno di questi acidi è l’acido desossicolico che come tale promuove il riassorbimento nel tratto intestinale dei grassi.

AC. GLICOLICO
 

Sostanza estratta dalla canna da zucchero ed utilizzatanel trattamento di inestetismi cutanei con effetti di peeling e simolazione cutanea con attenuazione delle piccole rughe. Utilizzato sotto controllo medico in soluzioni.

AC. LATTICO
 

L’acido lattico rappresenta il prodotto finale della glicolisi anaerobia che avviene quando nei tessuti esiste un insufficiente apporto di ossigeno o nel caso di un esercizio muscolare molto intenso. A tale proposito il suo dosaggio è particolarmente utile in medicina sportiva.

AC. PIRUVICO
 

L’acido piruvico è un componenete importante del metabolismo cellulare, ed in particolare costituisce il prodotto finale della glicolisi. Viene anche prodotto dal catabolismo di alcuni aminoacidi. Può partecipare alla respirazione cellulare andando a far patre del ciclo di Krebs.

AC. SIALICO
 

Insieme al TPA, l’Acido Sialico, rappresenta come marcatore tumorale uno degli indici di proliferazione cellulare, senza però particolare specificità di organo o di istotipo. L’eventuale accumulo di acido sialico, diagnosticato mediante dimostrazione dell’escrezione urinaria, è alla base di una malattia genetica infantile.

AC. VALPROICO (Farmaci)
 

L’ acido valproico è un antiepilettico di ampio utilizzo , il cui effetto terapeutico deve essere valutato con frequenti controlli dei suoi livelli plasmatici non sempre corrispondenti alle dosi ingerite, in quanto il farmaco viene inattivato a livello epatico.

ACA (ANTIC.ANTI CENTROMERO)
 

Sono autoanticorpi antinucleari diretti contro la struttura del centromero. La loro rilevazione nel siero si effettua mediante tecniche di immunofluorescenza. Possono risultare positivi in alcune forme di sclerodermia, nel fenomeno di Raynaud e nella mobilita esofagea alterata.

ACE
 

L’ACE (angiotensin converting enzyme) è un enzima di conversione che favorisce la reazione di trasformazione dell’angiotensina 1 in angiotensina II che è un potente vasocostrittore. L’ACE interviene nell’inattivare la bradichininache è un potente vasodilatatore; tale enzima è associato all’epitelio di molti tessuti, in special modo a quello dei capillari polmonari.

ACETONE EMATICO
 

L’acetone è uno dei solventi utilizzato nell’industria delle vernici, resine ed oli il cui assorbimento avviene per inalazione o per via percutanea. Determina irritazione sulla cute e sulle mucose e può avere un’azione tossica sul sistema nervoso centrale.

ACETONE URINARIO
 

Oltre che sul campione ematico, l’eventuale assorbimento in soggetti a rischio dell’acetone (vedi articolo Acetone ematico) può essere monitorato attraverso l’escrezione urinaria ad inizio e fine turno.

ACIDO CITRICO SPERMA
 

La prostata produce, tra l’altro, la maggiore frazione del plasma seminale, cioè il liquido fisiologico che accompagna l’eiaculazione e necessario alla sopravvivenza degli spermatozoi. Tra i costituenti del plasma prostatico vi è l’acido citrico che sembra svolgere un proprio ruolo nel processo di coagulazione-fluidificazione del seme. In laboratorio esiste una metodica di cinetica enzimatica a termine che ci consente il dosaggio nello sperma dell’acido citrico.

ACIDO CITRICO URINE
 

L’ acido citrico urinario funziona da inibitore del processo di cristallizzazione del calcio, quindi una riduzione della sua quota di escrezione urinaria può essere un fattore di rischio litogeno. I livelli urinari dipendono in gran parte dall’apporto dietetico di proteine animali.

ACIDO D. AMINOLEVULINICO
 

Per Acido Delta Aminolevulinico vedi articolo "ALA D eritrocitaria"

ACIDO FOLICO
 

L’acido folico è una vitamina idrosolubile introdotta in quantità sufficiente con una normale dieta. Ricchi di folati sono tutti i vegetali a foglia verde ( cavoli, lattuga, spinaci), alcuni frutti come meloni, banane e limoni ed alcune carni. L’acido folico è termolabile per cui la cottura dei cibi può procurare una perdita del 50-70% di questa sostanza.

ACIDO FORMICO
 

Si tratta di uno dei metaboliti del metanolo e della formaldeide. Il dosaggio dell’acido formico nelle urine viene pertanto utilizzato per il controllo dell’esposizione professionale a queste sostanze.

ACIDO IPPURICO
 

L’acido ippurico è un metabolita del toluene e l’eventuale quota di assorbimento in soggetti professionalmente esposti si determina comparando i valori delle concentrazioni urinare rilevate all’inizio ed alla fine del turno lavorativo.

ACIDO METILIPPURICO
 

Dosaggio effettuato su campioni urinari di inizio e fine turno in soggetti esposti all’idrocarburo ampiamente usato nell’industria chimica e come solvente, per verificarne eventualmente la dose quotidiana assorbita.

ACIDO TRICLOROACETICO
 

Si tratta di un solvente fumigante utilizzato per il lavaggio a secco e come sgrassante. Viene assorbito per inalazione e per via per cutanea determinando a dosi elevate un azione cutanea irritante ed un effetto nefrotossico. I suoi livelli vengono determinati su un campione urinario di inizio e fine turno.

ACIDO TRICLOROETANOLO
 

L’acido tricloroetanolo è un metabolita del tricoloetano che viene usato come solvente per vernici nell’industria chimica e come sgrassante. Viene assorbito per inalazione e per contatto e viene eliminato con le urine. Il suo dosaggio ha il significato di controllare l’esposizione di soggetti esposti.

ACTH ADRENOCORTICOTROPO
 

L’ACTH è un ormone prodotto e secreto da una zona dell’ipofisi la cui funzione biologica consiste nella regolazione della sintesi degli ormoni surrenalici. I suoi livelli ematici seguono un ritmo circadiano con valori minimi alla sera e massimi al mattino.

ADH (Vasopressina)
 

L’ADH (ormone antidiuretico-o vasopressina) è un ormone prodotto a livello ipotalamico che viene messo in circolo attraverso segnali chimici diretti verso recettori dei centri della sete quando si verifica un aumento della osmolarità plasmatica.

ADRENALINA (CATECOLAMINE)
 

Una delle catecolamine endogene che possiede diversi effetti: a livello vascolare come vasocostrittore con conseguente aumento della frequenza cardiaca e del consuma di ossigeno. Alivello polmonare come potente bronco dilatatore e come antagonista dell’istamina.

AG HELICOBACTER PYLORI SU FECI
 

Determinazione rapida, qualitativa dell’antigene correlato all’H.P. effettuato in laboratorio su un campione di feci. Si tratta di un test immunocromatografico per determinare gli isotipi dell’antigene. Va ricordato che la procedura analitica è di tipo presuntivo, cioè da intendersi come ausilio diagnostico nel valutare una infezione sostenuta da H. Pilori.

AGGLUTINE DA FREDDO (CRIOAGGLUTININE)
 

Le agglutinine a freddo sono macroglobuline ricercate nel siero a partire dalla seconda settimana in caso di sospetta polmonite da Mycoplasma. Un titolo superiore a 1/64 depone per una tale infezione, anche se a volte questi valori possono essere presenti in infezioni virali.

AIAA (anticorpi anti insulina)
 

Gli Ab anti insulina possono formarsi in quasi tutti i pazienti diabetici trattati con insulina di origine animale. Questi anticorpi una volta prodotti circolano nel sangue e legandosi ad una quota di insulina iniettata non permettono alla stessa di raggiungere le cellule bersaglio.

ALA D ERITROCITARIA
 

Tra gli effetti nocivi del piombo , il più dannoso è quello di inibire la funzionalità di alcuni enzimi deputati alla costruzione della molecola dell’emoglobina. Tra questi enzimi esiste l’acido delta-aminolevulinico deidratasi ( ALA-D ). In soggetti esposti all’assorbimento del metallo un test di screening sul sangue per la ricerca di tale enzima rappresenta un dato integrante l’eventuale valore di assorbimento del piombo ottenuto dalle urine.

ALBUMINEMIA
 

L’albumina è la più importante frazione proteica presente nel sangue ed una delle sue funzioni è quella di trasportare nel sangue numerose sostanze come calcio, bilirubina, ormoni e numerosi farmaci. Ha una emivita di circa 20giorni ed è sintetizzata nel fegato.

ALDOLASI
 

L’aldolasi è un enzima glicolitico che partecipa al metabolismo degli zuccheri presenti in special modo nei muscoli   striati, nel fegato e nel cervello.La  sua applicazione diagnostica è pertanto riservata alle malattie muscolari ed alle epatopatie dove il livello ematico segue in genere l’andamento delle transaminasi.

ALDOSTERONE IN CLINO
 

L’aldosterone è un ormone mineralcorticoide prodotto dalla corteccia surrenale. Ha la funzione di aumentare il riassorbimento del sodio nei reni. Il test che viene in genere eseguito a riposo e dopo moto è utilizzato soprattutto per la diagnosi dell’ipertensione.

ALDOSTERONE IN ORTO
 

Vedi aldosterone in clino

ALDOSTERONE URINARIO
 

L’eliminazione urinaria dell’aldosterone riflette la secrezione quotidiana di questo ormone e eventuali sue variazioni riflettono i valori plasmatici. Nelle due settimane precedenti il test , eseguito sulla raccolta delle 24h, il paziente non deve assumere eventuali farmaci interferenti

ALFA 1 ANTITRIPSINA
 

L’alfa 1 antitripsina rappresenta uno dei maggiori inibitori delle proteasi sieriche, cioè di quelle proteine che vengono liberate localmente nel corsi di processi infiammatori dai leucociti, dal fegato e da altri tessuti. Il suo livello sierico aumenta perciò nel corso di flogosi e di necrosi.

ALFA FETOPROTEINA
 

L’alfa-fetoproteina è una glicoproteina secreta dal fegato cosi chiamata perché isolata per la prima volta nel siero di un feto di poche settimane e che in genere sparisce nel corso del primo anno di vita. La ricomparsa nell’adulto di questa proteina, ad esclusione delle donne in gravidanza, e con livelli elevati può segnalare la presenza di un tumore del fegato, del testicolo e dell’ovaio o con livelli più bassi patologie benigne come epatiti virali o cirrosi.

ALFA2 MACROGLOBULINA
 

E’ una delle proteine insieme alle muco, fibrinogeno e aptoglobina presenti nel siero nelle cosiddette fasi acute di infiammazione.. Il suo livello sierico rispecchia l’andamento della malattia stessa.

AMA (ANTIC.ANTI MITOCONDRIO)
 

Gli anticorpi anti mitocondrio ( AMA) sono un gruppo numeroso di autoanticorpi che reagiscono con differenti antigeni mitocondriali. La loro ricerca in campo clinico assume un valido significato nella cirrosi biliare primitivadove esiste un 80% circa di positività e nei casi di epatite cronica attiva.

AMILASEMIA (DIASTASEMIA)
 

L’amilasi è un enzima prodotto dal pancreas per circa il 30-40% del totale circolante, dalle ghiandole salivari per circa il 50% , mentre la restante quota viene prodotta in quantità minime dal fegato,ovaio e reni. Viene eliminata per via urinaria ed è presente normalmente nel siero solo in piccole quantità.

AMILASURIA (DIASTASURIA)
 

L’impiego di questo test è limitato alla sola diagnosi della pancreatite acuta in quanto i livelli di amilasi urinaria, laddove non esistono patologie renali, segue l’iperamilasemia sierica. L’aumento di amilasuria permane più a lungo di quella sierica in corso di pancreatite.

AMMONIEMIA
 

L’ammonio deriva dal catabolismo degli aminoacidi e dall’assorbimento intestinale della quota prodotta dalla flora batterica. In condizioni fisiologiche viene trasformato dal fegato in urea ed eliminato dal rene sotto forma di ione ammonio per mantenere un normale equilibrio acido-base.

AMP - CICLICO PLASMATICO
 

Test di laboratorio, oggi scarsamente utilizzato, con il quale si va a dosare il livello ematico di AMP ciclico che è un nucleotide la cui sintesi viene stimolata da ormoni a bersaglio renale quali sono il Paratormone e le Catecolamine . Aumentati livelli sierici si riscontrano nell’iperparatiroidismo, nell’ipercalcemia e nel diabete insipido.

AMP - CICLICO URINARIO
 

Il dosaggio dell’AMP ciclico urinario può avere valore diagnostico in quei casi in cui in presenza di ipercalcemia, con un valore di PTH borderline, il valore di questo enzima diventa discriminante per una diagnosi di iperparatiroidismo. Tali valori urinari possono risultare elevati anche in casi di situazioni neoplastiche.

ANFETAMINE
 

Gruppo di sostanze sintetizzate chimicamente che agiscono nel cervello su alcuni distretti che contribuiscono a regolare sonno umore ed appetito. Si trovano in pasticche o in capsule e vengono spesso usate per tagliare l’ectasy o lsd.Le anfetamine possono dare dipendenza, sono illegali e per la legge sono equivalenti a eroina e cocaina.

ANGIOTENSIN CONVERTING ENZIME (ACE)
 

Per "Angiotensing Converting Enzyme" vedi articolo ACE

ANGIOTENSINA
 

Tale dosaggio viene utilizzato nella diagnosi di ipertensione arteriosa, in quanto serve a determinare l’attività reninica plasmatici;, la renina prodotta a livello glomerulare convertita da un enzima in angiotensina acquista azione vasopressoria.

ANGIOTENSINA CLINOSTATISMO
 

ANTI HBSAG QUANTITATIVO
 

Da qualche anno è stata resa obbligatoria la vaccinazione contro l’epatite B; dato che in caso di presenza di Ab anti HBs Ag il soggetto è da ritenersi immune, tale dosaggio quantitativo si effettua solo per documentare una risposta anticorpale alla vaccinazione.

ANTI PEROSSIDASI TIROIDEA (TPO)
 

Gli anticorpi anti-TPO sono immunoglobuline presenti nel siero di pazienti con malattie autoimmuni della tiroide dirette contro la perossidasi che è l’enzima " chiave" della funzionalità tiroidea. Tali anticorpi appartengono prevalentemente alla classe IgG.

ANTI TIROIDE (TIREOGLOBULINA)
 

Gli Ab anti tireoglobuline sono immunoglobuline circolanti dirette contro la tireoglobulina contenuta nei follicoli tiroidei; si possono trovare nel siero di pazienti con malattie autoimmuni della tiroide anche se la sensibilità del test è minore rispetto agli anti TPO.

ANTI TMS (ANTIC. MICROSOMIALI)
 

Gli ab anti microsomi ( anti TMS) sono presenti nel siero di pazienti con patologie autoimmuni della tiroide come l’ipertiroidismo di Greaves-Basedow. Il dosaggio con metodo immunoenzimatico di questi anticorpi è oggi superato dal punto di vista diagnostico in quanto meno specifico del TPO.

ANTIBIOGRAMMA
 

Una volta isolato l’agente batterico responsabile di una qualsiasi infezione se ne testa la sua sensibilità agli antibiotici per poter poi impostare una corretta terapia. In laboratorio l’antibiogramma viene effettuato con il metodo di diffusione su agar secondo Kirby-Bauer in cui sulla base delle misure del diametro di inibizione si definisce la resistenza (R) , la medio sensibilità (MS) o la sensibilità (S) del germe ad una determinata concentrazione di un singolo antibiotico.

ANTIC. ANCA (CITOPL. NEUTROF.)
 

Gli Ab anti-citoplasma dei polimorfonucleati ( ANCA) sono diretti contro due antigeni denominati cANCA e pANCA cioè due enzimi localizzati nei granuli azzurrofili dei neutrofili. Questo test rappresenta un utile marker di vasculite ed i suoi titoli si correlano con l’attività della malattia e permettono di seguire l’efficacia della terapia .

ANTIC. ANTI LISTERIA
 

La listeria monocytogenes è un batterio gram-positivo che nell’uomo provocasporadiche infezioni di solito localizzate ed a risoluzione anche spontanea come infezioni genitali, congiuntivali e polmonari, specie in pazienti immunodepressi o in neonati. La diagnosi sierologia di listeriosi si basa sulla ricerca nel siero degli anticorpi anti Listeria contro sia l’antigene somatico che flagellare.

ANTIC. ANTI BORRELIA (IgG-IgM)
 

Questi anticorpi, IgG ed IgM, vengono ricercati nel siero quando si sospetta una malattia di recente identificazione, chiamata malattia di Lyme, che colpisce progressivamente la cute, il sistema nervoso e alcuni apparati articolari. Una diagnosi tempestiva ed un trattamento terapico opportuno consente di evitare la progressione di questa malattia.

ANTIC. ANTI CARDIOLIPINE
 

ANTIC. ANTI CITOMEGALUVIRUS IgG-IgM
 

La ricerca degli anticorpi anti Cytomegalovirus fa parte del cosidetto pannello di prevenzione delle prime settimane di gravidanza e la dimostrazione della presenza delle IgG specifiche può assicurare una situazione di immunità per lungo tempo evitando gli effetti malfomativi che possono colpire il feto in caso di infezione contratta durante la gravidanza.

ANTIC. ANTI COXSACKIE
 

La maggior parte delle miocarditi , cioè i processi infiammatori a carico del miocardio, possono essere originati da infezioni virali, in primo luogo da virus Coxachie di tipo B o A. Il decorso di queste patologie dipende dalla tempestività della diagnosi sia clinica che di laboratorio e per questo risulta importante la ricerca nel siero di anticorpi anti-Coxachie B ed A.

ANTIC. ANTI DNA
 

Uno dei test più specifici nella diagnosi di Lupus eritematosus sistemico è rappresentato dal dosaggio in immunofluorescenza degli anticorpi anti-Dna nativo a doppia elica. I livelli sierici di tali anticorpi sono strettamente correlati con il grado di attività della malattia.

ANTIC. ANTI EBNA IgG-IgM
 

ANTIC. ANTI EBNA IgG-IgM
 

Importante test di immunofluorescenza utile nella diagnosi di Lupus eritematosus e sindromi associate. Tali anticorpi sono diretti contro antigeni nucleari estraibili ( ENA ) presenti in numero variabile nei Kit utilizzati in laboratorio.

ANTIC. ANTI ENDOMISIO
 

Gli anticorpi anti endomisio ( IgA) sono presenti nel siero di pazienti affetti da morbo celiaco ed in individui che presentano dermatite erpetiforme. Nel primo caso costituiscono un’indicazione assai più valida degli anticorpi anti gliadina.

ANTIC. ANTI FOSFOLIPIDI (APA)
 

Gli Ab anti fofsfolipidi sono un gruppo di autoanticorpi diretti contro i fosfolipidi e possono essere evidenziati mediante differenti test ( Vdrl-Lac- Aca). Ciascuno dei tre test può risultare positivo isolato o in contemporanea e ciò è dovuto alla differente carica anticorpale necessaria alla positività.

ANTIC. ANTI GLIADINA IgA-IgG
 

La ricerca degli anticorpi anti gliadina è il principale esame utile per la diagnosi della malattia celiaca. Nel morbo celiaco la presenza di questi anticorpi nel siero è strettamente correlata all’assunzione del glutine con l’alimentazione. Il test risulta molto sensibile nei pazienti in età pediatrica.

ANTIC. ANTI HELICOBACTER PYLORI
 

L’helicobacter pylori è un batterio riconosciuto come la causa principale della maggior parte delle gastriti croniche. L a componente antigenica del germe, oltre ad attivare una risposta immunologia a livello della mucosa gastrica o duodenale è in grado di indurre una risposta immunitaria con produzione di anticorpi specifici IgG . La presenza di tali anticorpi nel siero costituisce l’approccio preliminare per una diagnosi iniziale.

ANTIC. ANTI HERPES GENITALIS 2
 

ANTIC. ANTI HERPES LABIALIS 1
 

ANTIC. ANTI LISTERIA MONOCYTOGENES
 

La listeria monocytogenes è un batterio gram-positivo che nell’uomo provocasporadiche infezionidi solito localizzate ed a risoluzione anche spontanea come infezioni genitali, congiuntivali e polmonari, specie in pazienti immunodepressi o in neonati. La diagnosi sierologia di listeriosi si basa sulla ricerca nel siero degli anticorpi anti Listeria contro sia l’antigene somatico che flagellare.

ANTIC. ANTI MEMBRANA BASALE
 

ANTIC. ANTI MORBILLO IgG-IgM
 

Il morbillo è una malattia contagiosa di origine virale che colpisce i bambini intorno ai 4-5 anni di età con complicazioni talvolta gravi. La ricerca degli anticorpi di tipo IgG dopo circa 7 giorni dalla comparsa dell’esantema può dare conferma della diagnosi clinica.

ANTIC. ANTI MUCOSA GASTRICA (APCA)
 

Si tratta di autoanticorpi che possono risultare presenti in casi di anemia perniciosa, dove si ha atrofia della mucosa gastrica ed in altre malattie a patogenesi autoimmunitaria come può essere il lupus eritematoso.

ANTIC. ANTI MUSCOLO LISCIO
 

La presenza di Ab anti muscolo liscio può risultare positiva in circa il 30% di casi di epatite cronica anche se il riscontro è scarsamente specifico; positività a basso titolo si possono avere anche in corso di mononucleosi infettiva.

ANTIC. ANTI MUSCOLO STRIATO
 

ANTIC. ANTI PAROTITE IgG-IgM
 

La parotite è una malattia di origine virale piuttosto frequente ma di natura benigna che colpisce le ghiandole parotidee e che a livello diagnostico può essere evidenziata mediante la ricerca nel siero di anticorpi specifici di tipo IgM o clinicamente evidenziabile dopo 15-18 gg dall’avvenuto contatto con il virus con la ricerca degli anticorpi di tipo IgG.

ANTIC. ANTI PERTOSSE IgG-IgM
 

In caso di pertosse , la malattia può essere diagnosticata in tempi più brevi mediante la ricerca degli anticorpi di tipo IgG ed IgM rispetto a dati clinici o ricerca batteriologica della Bordetella Pertussis, l’agente eziologico di questi attacchi pertussoidi non poco frequenti nei bambini.

ANTIC. ANTI PIASTRINE DIRETTO
 

ANTIC. ANTI PIASTRINE INDIRETTO
 

Il test va effettuato e valutato solo in presenza di piastrinopenia allorquando , scartata l’ipotesi di anticorpi presenti sulle piastrine in fase di distruzione per ricambio fisiologico, si sospetti una piastrinopenia su base autoimmunitaria. La ricerca si definisce indiretta se effettuata su siero.

ANTIC. ANTI RECETTORI TSH
 

La determinazione nel siero degli anticorpi anti-recettori TSH (TrAb) può essere utile nella conferma di morbo di Graves-Basedow ( ipertiroidismo ) e poi nella valutazione dell’efficacia di una terapia tireostatica , necessaria per una remissione o arresto della malattia. Tali anticorpi fanno parte prevalentemente della classe delle IgG.

ANTIC. ANTI RETICOLINA
 

Dotati di scarsa sensibilità, ma di assoluta specificità, sono poco usati nella pratica clinica. Possono essere presenti Ab di tipo IgA nella dermatite erpetiforme ma soprattutto associati agli Ab anti-gliadina nel morbo celiaco dove possono dare una indicazione verso la biopsia intestinale.

ANTIC. ANTI ROSOLIA IgG-IgM
 

Gli anticorpi anti rosolia IgG compaiono nel siero dopo circa una settimana dalla comparsa dell’eruzione esantematica (circa 15gg dopo il contagio) e permangono per diversi anni, assicurando una situazione di immunità, mentre la presenza di IgM indicano l’esistenza di infezione in atto con un picco che si raggiunge intorno alla seconda settimana dal mostrarsi dell’esantema. L’assenza di anticorpi IgG in una donna che desideri una gravidanza, comporta la necessità di procedere ad una vaccinazione.

ANTIC. ANTI SPERMATOZOI
 

Questi anticorpi possono comparire sia nell’uomo che nella donna e possiamo ricercarli nel siero nel liquido seminale e nel muco cervicale. Il test possiamo considerarlo come un utile aiuto diagnostico nei casi di infertilità su base immunologica. La presenza di tali anticorpi influenza negativamente sia la sopravvivenza degli spermatozoi , sia il loro transito nelle vie genitali femminili.

ANTIC. ANTI SURRENE
 

L’eventuale presenza di un titolo elevato di questi anticorpi nel siero depone per una diagnosi differenziale di ipossurenalismo primitivo ( morbo di Addison), specie se di recente insorgenza. L’incidenza di anticorpi anti-surrene risulta più elevata qualora fosse presente un’altra malattia autoimmune.

ANTIC. ANTI TETANO
 

Il dosaggio degli anticorpi anti-Tetano viene in genere richiesto per il controllo dell’efficacia di un ciclo vaccinale o di un richiamo. Il test si esegue su campione sierico e non è infrequente il dover ricorrere a più somministrazioni a causa delle scarsa risposta immunitaria.

ANTIC. ANTI TRANSGLUTAMINASI
 

Gli anticorpi anti transglutaminasi di tipo IgA , per la loro sensibilità e specificità, variabile tra il 94-98% , rappresentano il test ematico principale nella diagnosi di malattia celiaca. La loro determinazione avviene mediante tecnica immunoenzimatica.

ANTIC. ANTI TREPONEMA IgG (FTA AB)
 

Nella diagnosi di sifilide risulta estremamente utile la tecnica di immunofluorecenza microscopica per la ricerca nel siero degli anticorpi IgM ed IgG. Le IgM sono le prime a comparire e possono rimanere presenti nel corso dell’ infezione anche quando sono quantitativamente sopravanzate dalle IgG che compaiono più avanti persistendo per lungo tempo.

ANTIC. ANTI TREPONEMA IgM (FTA AB)
 

Vedi anticorpi anti Treponema IgG

ANTIC. ANTI VARICELLA IgG-IgM
 

Responsabile della Varicella (malattia esantematica) è il virus Zooster. A livello di laboratorio esistono diverse tecniche che ci consentono la ricerca degli anticorpi sierici specifici diretti contro questo virus già una settimana dopo l’esordio della malattia. Tali Ab raggiungono un picco massimo in 3 settimane per poi diminuire.

ANTIC.ANTI GLUTAMMICO ACIDO DECARBOSS.
 

ANTICORPI ANTI ADENOVIRUS
 

ANTICORPI ANTI CANDIDA
 

ANTICORPI ANTI CLAMIDIA
 

Esistono vari tipi di Clamidia, responsabili di patologie dell’uomo; tra queste le più indagate a livello sierologico sono senz’altro la Clamidia pneumoniae, responsabile di alcune forme di polmonite, e la Clamidia tracomatis, responsabile di congiuntiviti, di linfogranuloma venereo e di uretrite non gonococciche. Una sicura diagnosi di infezione si può dare allorché si rilevano titoli anticorpali di IgG e di IgM abbastanza elevati.

ANTICORPI ANTI COLLOIDE
 

Sostanza contenuta nei follicoli tiroidei la cui maggiore componente è costituita dalla tireoglobulina. La ricerca degli anticorpi anti colloide è attualmente un test scarsamente richiesto in quanto per patologie autoimmunitarie della tiroide esistono altri test più specifici e significativi.

ANTICORPI ANTI DNA NATIVO
 

ANTICORPI ANTI ENDOTELIO
 

Sembra che la presenza di questi anticorpi rilevabili nel siero con tecniche di immunofluorescenza sia da mettere in relazione con eventuali cambiamenti strutturali che si verificano sulla superfice di queste " guaine " che rivestono i vasi sanguigni in corso di patologie autoimmunitarie che coinvolgono processi coagulativi.

ANTICORPI ANTI FEBBRE Q
 

La febbre Q è una zoonosi causata da un batterio il cui isolamento colturale risulta difficoltoso per cui anche per l’assenza di anticorpi specifici per indagini immunochimiche, la migliore tecnica per la ricerca degli anticorpi nel siero è rappresentata dall’immunofluorescenza.

ANTICORPI ANTI HBCAG IGM
 

Nel quadro del significato clinico dei markers del virus dell’epatite B, la ricerca nel siero degli Anti HBc-IgM, identifica pazienti nella fase acuta della malattia i cui livelli di HBs-Ag non sono più rilevabili nel siero. Tali anticorpi possono permanere per qualche settimana.

ANTICORPI ANTI HELICOBACTER IGA
 

La capacità antigenica di questo batterio provoca una reazione immunologica di tipo cellulare ed umorale a livello della mucosa gastrica e del duodeno con produzione non solo di anticorpi di tipo IgG, ma anche e sembra in maniera più precoce , di anticorpi di tipo IgA, che siamo in grado di rilevare nel siero mediante test immunoenzinmatici.

ANTICORPI ANTI HIV 1-2
 

L’HIV è il virus ritenuto responsabile della sindrome dell’immunodeficenza acquisita. Le attuali conoscenze in campo medico ci permettono di stabilire con sicurezza che l’eventuale presenza nel siero di anticorpi anti-HIV indicano l’avvenuto contatto con il virus, ma non con certezza lo stato di malattia. Un paziente con due test successivi positivi con metodi Elisa e con una conferma con la " Western Blot" deve essere considerato infetto ed in grado di infettare.

ANTICORPI ANTI ISTONE
 

Dosaggio sierico effettuato in ELISA per la ricerca di autoanticorpi non organo specifici in soggetti anziani con comparsa di disturbi cognitivi di tipo degenerativo o vascolare a cui non sembra estranea, nell’insorgenza della patologia, la presenza di questi autoanticorpi.

ANTICORPI ANTI LEPTOSPIROSI
 

Le spirochete responsabili delle leptospirosi umane sono trasmesse dai ratti ( le forme più gravi) dal cane e dai bovini. La diagnosi laboratoristica di leptospirosi si basa sia su indagini microbiologiche ed immunoenzimatiche , che su reazioni di agglutinazione per dimostrare titoli anticorpali significativi dopo 5-8 giorni dall’inizio dei sintomi clinici.

ANTICORPI ANTI LKM
 

Le epatiti croniche autoimmuni di tipo II sono caratterizzate dalla presenza di autoanticorpi anti microsomi epatici e renali ( LKM ) . Spesso questa patologia è associata a epatite C ed il titolo degli anticorpi risulta elevato. In laboratorio la loro presenza viene rivelata mediante tecniche di immunofluorescenza.

ANTICORPI ANTI NUCLEO
 

Gli anticorpi anti nucleo sono un gruppo di autoanticorpi che reagiscono con numerosi antigeni nucleari ed in base alla natura chimica di quest’ultimi, gli Ab antinucleo sono stati divisi in diversi gruppi utili ai fini diagnostici nello studio delle collagenopatie. Nel siero tali anticorpi vengono messi in evidenza con la tecnica dell’immunofluorescenza e solo in caso di positività si procederà alla caratterizzazione specifica.

ANTICORPI ANTI NUCLEOLO
 

Per Ab-anti Nucleolo vedi artic. Ab-anti nucleo

Anticorpi anti ovaio
 

Tali anticorpi si riscontrano in patologie autoimmunitarie in cui essi hanno come bersaglio le cellule che secernono ormoni steroidei come il corpo luteo della donna. Elevati livelli di questi anticorpi possono comportare casi di infertilità.

ANTICORPI ANTI PANCREAS (ANTI INSULA)
 

Si tratta di immunoglobuline di tipo G dirette contro un antigene presente in tutte le popolazioni cellulari della insula pancreatica. Il loro rilevamento nel siero avviene con la metodica dell’immunofluorescenza indiretta. Gli ICA sono presenti in circa il 10% di pazienti con diabete mellito ed in percentuali più alte nel diabete giovanile, spesso associati ad altre patologie autoimmuni.

ANTICORPI ANTI RENE
 

La ricerca nel siero di questi anticorpi con il metodo dell’immunofloresceza risulta utile ai fini diagnostici ogni qualvolta si sospetti un iposurrenalismo primitivo ( morbo di Addison) a volte associato ad altre patologie autoimmuni.

ANTICORPI ANTI RICKETSIAE
 

La ricerca di questi anticorpi avviene tramite una sierodiagnosi dove vengono impiegati dei protei quali antigeni e la ragione di questa positività va ricercata nella presenza di un antigene in comune che determina pertanto la stessa risposta anticorpale presente nelle infezioni da Rickettsie.

ANTICORPI ANTI RNA
 

ANTICORPI ANTI TREPONEMA IGG
 

Test per la diagnosi della sifilide utile in quanto, nelle fasi di latenza, spesso le prove non treponemiche, risultano negative. In caso di positività per gli anticorpi della classe IgM si può affermare che si è in presenza di una lue in fase acuta.

ANTIGENE AUSTRALIA
 

Dalle 5 alle 15 settimane dall’avvenuto contatto con il virus nel siero di pazienti affetti da epatite B possiamo ritrovare l’antigene di superficie dell’epatite B( HbsAg o Au, Antigene Australia). Finchè tale antigene è presente nel siero il paziente è da considerarsi potenzialmente contagioso. Il test si mantiene positivo per 4/6 settimane e la sua persistenza per più mesi sta ad indicare lo stato di portatore cronico.

Antigene HDV
 

L’antigene Delta è costituito da un genoma ad RNA rivestito da HBS Ag, ossia necessita del virus dell’epatite B come "helper" per avviare la sua sintesi. L’infezione da epatite Delta ha una diversa gravità a seconda se si verifichi una confezione o una superinfezione. Nel primo caso si ha un decorso benigno a risoluzione spontanea; nel secondo caso si può avere una epatite grave con evoluzione ad epatite cronica.

ANTIGENE STREPTOC. B EMOLITICO GRUPPO A
 

Si tratta di un insieme di isoenzimi che funzionano da antigeni esocellulari ( streptolisina, ialuronidasi, streptochinasi) prodotti dallo streptococco beta emolitico di gruppo A e che vengono messi in evidenza in maniera indiretta con la ricerca degli anticorpi nel siero.

ANTIGENE TA-4 (SCC)
 

Si tratta di un nuovo marcatore epidermoide , denominato anche SCC, associato al carcinoma a cellule squamose e per questo richiesto per l’approfondimento di patologie polmonari e della sfera ORL. Come marcatore tumorale possiede una buona sensibilità correlabile al valore marcatore/stadio neoplasia e come tale utile parametro per il controllo postoperatorio.

ANTIMICOTICI
 

Sono dischetti utilizzati nella microbiologia di laboratorio imbevuti di sostanze a concentrazione nota in grado di inibire la crescita di miceti in apposite piastre allestite per l’antimicogramma.

ANTITROMBINA III
 

L’antitrombina III è una proteina che regola la trasformazione del fibrinogeno in fibrina ed un suo deficit in circolo può facilitare la formazione di trombosi specie a carico del circolo venoso. Il deficit di questa proteina può essere di carattere ereditario, mentre forme acquisite si possono riscontrare nella gravidanza, nelle epatopatie (l’antitrombina viene sintetizzata a livello epatico)e nelle sindromi nefrotiche.

APOLIPOPROTEINA A E B
 

Le apolipoproteine rappresentano la parte proteica principale (circa il 60%) delle lipoproteine plasmatiche e sono situate sulla parte esterna conferendo ai lpidi la caratteristica di idrosolubilità o come per la forma -B- costituendone l’impalcatura stessa.

APTOGLOBINA
 

L’aptoglobina è una glicoproteina sintetizzata dal fegato che svolge una funzione piuttosto importante: quella di legare l’emoglobina nel corso di processi emolitici in modo da evitare, entro certi limiti, la comparsa di emoglobinuria.

AZOTEMIA (UREA)
 

Nella clinica laboratoristica attuale con il termine Azotemia si vuole intendere il dosaggio quantitativo dell’urea che rappresenta circa il 60% di tutto l’azoto non proteico circolante. Essa rappresenta gran parte dei prodotti del catabolismo delle proteine presenti nel siero e viene eliminata dal rene.

AZOTURIA
 

L’urea urinaria o Azoturia, è il prodotto del metabolismo delle sostanze azotate e viene escreta per più del 90% con le urine dopo filtrazione a livello glomerulare. La quantità eliminata varia fisiologicamente secondo il contenuto proteico della dieta e se non esistono patologie funzionali del rene.

BARBITURICI
 

Sono una categoria di farmaci che trovano impiego in svariati campi terapeutici; come ipnotici nel trattamento dell’insonnia, come sedativi nel trattamento di forme ansiose-depressive e come anticonvulsivi. Il loro uso deve essere proposto sotto stretto controllo medico.

BENZENE
 

Il benzene è un solvente per grassi, oli e gomme che può essere assorbito per inalazione o per ingestione accidentale. Determina un effetto mielotossico con atrofia mieloide acuta e leucocitosi

BENZENE URINARIO
 

Il benzene è ampiamente diffuso negli ambienti di vita in quanto presente nelle benzine per autotrazione e come suo prodotto di combustione. Il suo dosaggio nelle urine viene richiesto specie in soggetti professionalmente esposti dosando soprattutto i suoi metabolici tra cui il fenolo.

BENZODIAZEPINE (URINARIE)
 

Le benzodiazepine sono da molti anni ai vertici del consumo degli psicofarmaci sedativi ed ansiolitici. Il test di laboratorio si rivela utile per evitare un sovradosaggio che possa interferire con le capacità motorie. E’ raccomandabile l’uso di farmaci a base di benzodiazepine che abbiano una emivita breve.

BETA 2 MICROGLOBULINA
 

Il dosaggio della BETA 2 microglobulina nel siero risulta essere un utile parametro per valutare l’affidabilità della filtrazione glomerulare,a volte anche più affidabile della stessa creatinina. Valori elevati si possono riscontrare in alcune forme tumorali o in malattie autoimmuni.

BETA ENDORFINE
 

Sono oppioidi endogeni prodotti da alcune cellule del sistema immunitario che migrano sul luogo dell’infiammazione dove rilasciano le beta-endorfine che risultano perciò i protagonisti dei processi di inibizione dello stimolo dolorifico.

BETA HCG
 

La gonadotropina corionica umana è una proteina prodotta esclusivamente dalla placenta. E’ dimostrabile in piccole quantità nel siero a 7-10 giorni dalla fecondazione, raggiungendo i valori massimi nel primo trimestre per poi decrescere e mantenersi su valori minimi. Una diminuzione della sub-unità beta ( beta HCG) nelle prime settimane sta ad indicare una possibile gravidanza anomala.

BETA-2-MICROGLOBULINE URINE
 

Il dosaggio nelle urine della Beta 2 microglobulina riveste particolare importanza in quanto una aumentata sua escrezione urinaria può indicare alterazioni della funzione tubulare.

BICARBONATI
 

La concentrazione dei bicarbonati ( ioni HCO-3 ) viene regolata dall’attività dei tubuli renali e può essere direttamente modificata dall’apporto o dalla perdita di tali ioni per via digestiva; aumentano nell’alcalosi metabolica scompensata e nell’acidosi respiratoria.

BILIRUBINEMIA FRAZIONATA
 

Proteina polipeptidica sintetizzata dalla maggior parte delle cellule nucleate e la maggior parte della proteina circolante, rinnovata ogni giorno, proviene dai linfociti. Tale proteina viene filtrata a livello glomerulare e riassorbita dai tubuli prossimali. Un aumento dei livelli plasmatici si ha sia in caso di patologie renale a causa di una diminuzione di filtrazione, sia da un amento della sua sintesi in caso di lupus, mieloma o patologie virali specie da HIV.

BILIRUBINEMIA TOTALE
 

La bilirubina; è un prodotto derivante per la quasi totalità dalla scissione dell’emoglobina. All’interno delle cellule epatiche questo pigmento viene combinato con altre sostanze che fungono da veicolo di trasporto dalle vie biliari all’intestino.

BILIRUBINEMIA TOTALE E FRAZIONATA
 

Mediante test colorimetrici è possibile determinare la bilirubina totale e frazionata, cioè la quota diretta e indiretta, rispettivamente la forma coniugata e la forma libera. Diverse sono le patologie a carico del fegato e delle vie biliari che sono alla base di un aumento dei livelli sierici di una delle due frazioni.

BIOPSIA CON ESAME ISTOLOGICO
 

Prelievo bioptico di tessuto o di materiale cellullare da sottoporre ad esame istologico.

BK COLTURA
 

Il Micobatterio tubercolare , detto anche Bacillo di Koch, è l’agente eziologico della tubercolosi. Tale batterio oltre a sopravvivere a lungo nell’ambiente esterno, resiste all’azione di disinfettanti. La sua ricerca a livello colturale può essere effettuata su diversi campioni biologici tra cui espettorato ed urine più frequentemente.

BK DIRETTO
 

La ricerca del Micobatterio tubercolare o Bacillo di Koch pùo essere fatta in modo diretto mediante particolari colorazioni e successiva osservazione microscopica di diversi campioni biologici tra cui più frequentemente espettorato ed urine. Tale metodo risulta oggi superato dalla ricerca del bacillo mediante tecniche in PCR.

BNP (peptide natriuretico cerebrale)
 

Il BNP appartiene ad un gruppo di peptidi che sono coinvolti nella regolazione della diuresii e che sono antagonisti degli effetti vasocostrittori del sistema renina-angiotensina-aldosterone. Il dosaggio del BNP ha recentemente assunto una grande importanza nello studio dell'insufficienza cardiaca in quanto prodotto principalmente nei ventricoli, con conseguente incremento del suo rilascio in circolo nel corso di numerose patologie cardiache, in particolare in caso di provata disfunzione sinistra.

C1 INIBITORE

 

Il deficit dell’enzima inibitore della frazione C1 del complemento può essere la causa di una patologia nota come "angioedema ereditario" che può condurre a morte per edema della glottide. Con questo test si determina nel siero l’eventuale riduzione dell’enzima C1 inibitore.

C1Q-INATTIVATORE

 

Il dosaggio di frazioni del complemento viene richiesto in caso di sospette malattie dovute a reazioni immunitarie ed un loro eventuale livello diminuito può essere dovuto ad un consumo nel corso della malattia o ad una ridotta produzione. Il dosaggio del C1Q-inattivatore si esegue in immunodiffusione radiale.

CA 125 (ANTIG. CARBOIDRATICO)

 

E’ una proteina che rappresenta il marcatore di elezione per i tumori ovarici di tipo sieroso con una ottima sensibilità nei vari stadi della malattia. Valori elevati di Ca125 si riscontrano anche in neoplasie ginecologiche extra-ovariche; da tenere tuttavia presenti false positività che si riscontano in casi di endometriosi o infiammazioni localizzate

CA 15-3 (ANTIG. CARBOIDRATICO)

 

IL Ca 15/3 è un antigene associato ai tumori della mammella; data la sua bassa specificità  non è consigliabile come marcatore tumorale di screening ma riveste una notevole importanza  nel monitoraggio di quelle pazienti che hanno subito intervento di mastectomia. Livelli sierici elevati di Ca 15/3  sono presenti in circa il 50% dei tumori mammari primitivi.

CA 19-9 (GICA) (ANTIG. CARBOIDRATICO
 

Il gica è un antigene glicoproteico identificato da un anticorpo monoclonale 19-9 e perciò chiamato anche CA 19-9. Attualmente viene impiegato come marker tumorale nelle patologie pancreatiche e gastrointestinali; valore elevati si riscontrano anche in tumori polmonari e mammari. L’interesse oncologico per questo marker risiede  nella elevata sensibilità e specificità rispetto al CEA ed al TPA nell’individuare eventuali recidive.

CA 50 (ANTIG. CARBOIDRATICO)

 

Si tratta di un marcatore tumorale con una sensibilità molto simile al Gica per i tumori del digerente o del colon retto, ma superiore per i tumori delle vie biliari , del rene delle vioe urinarie e dell’utero.Anche per il Ca 50 la positività è correlata alle dimensioni della neoplasia ed in presenza di metastasi.

CA 54-9

 

Chimicamente  si tratta di una glicoproteina mucino-simile che insieme al Ca15/3 ed all’Mca, rappresenta uno degli indicatori di un possibile cancro al seno. Da alcuni recenti studi sembra che individualmente abbia una sensibilità più elevata dell’MCA. Cause non oncologiche di incremento del livello sierico si possono riscontare nelle epatopatie.

CA 72/4

 

Il Ca72/4 è una glicoproteina mucinosa  presente specialmente negli adenocarcinomi del colon-retto e dello stomaco, patologie tumorali dove questo marker sembra possedere una certa specificità negli stadi avanzati della malattia e nelle metastasi dopo intervento. Da considerare significativi livelli ematici al disopra del valore soglia ( 5/6U/ml).

CADMIO EMATICO

 

In soggetti professionalmente esposti è più utile eseguire il dosaggio del Cadmio nel sangue piuttosto che sulle urine in quanto il livello ematico tende ad aumentare in maniera più rapida dall’inizio dell’esposizione mantenendosi poi stabile per più tempo.

CADMIO URINARIO
 

Il test  su urine riveste scarsa importanza diagnostica rispetto a quello sul siero in quanto  il metallo nelle urine tende ad aumentare solo dopo un periodo piuttosto lungo di esposizione.

CALCEMIA

 

Il calcio sierico rappresenta circa l’1% del calcio totale dell’organismo, in quanto la maggiore quota  è depositata nel tessuto osseo. Il fabbisogno giornaliero nell’adulto è di circa 700 mg, mentre aumenta nella fase di sviluppo ed in gravidanza. Aumenti di livelli sierici si riscontrano in patologie delle paratiroidi e nelle metastasi ossee , mentre diminuzione si può riscontrare in rachitismo, malassorbimento, pancreatite , cirrosi epatica ed in corso di terapie anticonvulsivanti.

CALCIO IONIZZATO

 

Il calcio sierico rappresenta circa l’1%  del calcio totale presente nell’organismo( difatti circa il 99% è contenuto nelle ossa) ed il suo livello è mantenuto costante grazie all’attività congiunta del paratormone,della VD3 e della calcitonina. La frazione ionizzata è la forma biologicamente attiva implicata nel controllo dell’attività neuromuscolare.

CALCITONINA
 

La calcitonina è un ormone secreto dalle cellule parafollicolari della tiroide e dotato di azione ipocalcemizzante. Tale secrezione è regolata dal livello del calcio nel plasma e la determinazione sierica della calcitonina rappresenta un utile marcatore specifico nel sospetto di carcinoma midollare della tiroide.

CALCIURIA

 

Test mediante il quale viene dosato il calcio nelle urine, la cui escrezione giornaliera si aggira intorno ai 400 mg/24ore. La calciuria può essere aumentata in presenza di iperparatiroidismo, mieloma o metastasi ossee diffuse.

CARBAMAZEPINA (TEGRETOL)

 

La carbamazepina ( tegretol) è un farmaco anticonvulsivo e richiedere il suo dosaggio sierico diventa utile per monitorare la sua quantità terapeutica efficace per il paziente.

CARBOSSIEMOGLOBINA

 

Nel sangue è presente una quota di carbossiemoglobina la cui concentrazione dipende dal monossido di carbonio presente nell’aria  a cui la persona è esposta. Tale sostanza non è altro che una molecola formata dal CO e dalla emoglobina a cui si lega con una affinità di molto superiore a quella dell’ossigeno. La percentuale di carbossiemoglobina presente nel sangue varia nei fumatori

CATECOLAMINE PLASMATICHE

 

Le catecolamine plasmatiche (le due più importanti sono adrenalina e noradrenalina) sono ormoni sintetizzati e secreti  dalla midollare delle ghiandole surrenali . La loro principale funzione consiste nel controllo della pressione arteriosa; il loro dosaggio esprime un utile indice della funzionalità surrenalica.

CATECOLAMINE URINARIE

 

Il 2-3% delle catecolamine ( noradrenalina e adrenalina) è secreto per via urinaria e la loro determinazione sulle urine delle 24h è richiesta in genere per sospetto feocromocitoma o neuroblastoma. Aumenti di una certa entità si riscontrano anche in condizioni  di stress fisico e psichico.

CATECOLAMINE URINARIE FRAZIONATE

 

Su un campione delle urine delle 24 ore è possibile determinare in laboratorio la quantità delle singole catecolamine presenti, cioè della Noradrenalina, dell’Adrenalina e della Dopamina. Esse costituiscono un gruppo di ormoni prodotti a livello delle ghiandole surrenali la cui principale funzione risiede nel controllo della pressione arteriosa.

CATENE KAPPA
 

Il dosaggio quantitativo delle catene leggere Kappa e Lambda si esegue in nefelometria , mentre la ricerca in caso di patologie monoclonali viene eseguita con l’immunofissazione su gel di agarosio utilizzando anticorpi specifici anti catene K e Lambda.

CATENE KAPPA URINARIE

CATENE LAMBDA

CATENE LAMBDA URINARIE

CD-8 (TIPIZZAZIONE)

CEA (ANTIGENE CARCINO EMBRIONARIO)

 

Il CEA (antigene carcinoembrionale) è una glicoproteina che circola nel sangue associata ai tumori del tubo digerente, in particolare a quelli colonrettali. Modesti aumenti si possono riscontrare in patologie non tumorali o nei fumatori , mentre valori elevati spesso sono segno di metastasi epatiche da K rettocolici.Questo marker , essendo poco sensibile e specifico, non può essere utilizzato come screening

CERULOPLASMINA
 

La ceruloplasmina  è una proteina di origine epatica che funziona da trasportatore dello ione rame. Il suo dosaggio sierico riveste un particolare significato in quelle patologie come il morbo di Wilson o come la sindrome nefrosica dove può essere notevolmente ridotta.

Ciclosporina

 

Potente farmaco immunosoppressivo utilizzato per prevenire il rigetto di trapianti. Il test di laboratorio viene utilizzato per ottimizzare la quantità di farmaco necessaria all’effetto terapeutico, tenendo conto del duplice meccanismo di azione ;  da una parte inibire i linfociti T helper e dall’altra non alterare la funzione del midollo osseo.

CISTINURIA

 

Questo termine sta ad indicare sia i livelli di cistina nelle urine che una patologia ereditaria dovuta ad un difetto metabolico di trasporto di quatto aminoacidi , tra cui la cistina , che comporta un notevole incremento di escrezione urinaria di tali aminoacidi con la formazione di calcoli renali recidivanti che possono comportare l’insorgenza di casi di pielonefrite. 

CK-BB

 

Costituisce una delle tre forme isoenzimatiche del CPK. La frazione BB è contenuta in gran parte nel cervello e nel tratto intestinale. Il controllo del livello sierico di questa frazione non da, a livello diagnostico, risposte specifiche.

CK-MB

 

Il CPK-MB è la frazione enzimatica presente nel miocardio e  seppure in quantità più piccola, nei muscoli viscerali ed in quelli scheletrici. Un suo aumentato livello sierico si ha nell’infarto del miocardio 5-6 ore dall’inizio della sintomatologia.

CK-MM

 

Tale frazione isoenzimatica del CPK è principalmente presente nel muscolo scheletrico, rispetto a quello cardiaco. Aumentati livelli sierici  si riscontrano in miopatie e cardiopatie.

CLEARANCE CREATININA

 

La clearance renale della creatinina permette di valutare il filtrato glomerulare e quindi la funzione renale, in quanto in casi di insufficienza renale vi sono alti valori di creatinina. Occorre ricordare che la creatinina in concentrazioni normali viene filtrata dai glomeruli e riassorbita dai tubuli.

CLEARANCE DELL`UREA

 

Rispetto ad altri parametri la clearance dell’urea può rappresentare un indice precoce di alterata funzionalità renale rispetto ad altri indici quali l’azotemia e la creatinina. Basti pensare che quando aumenta l’azotemia, la clearance ureica  si riduce di circa il 50%. Il test si effettua su un campione di urine delle 24h.

CLOREMIA

 

Il cloro rappresenta uno dei principali ioni e nel nostro organismo è particolarmente conentrato nel succo gastrico. Viene introdotto con la dieta sottoforma di NACL ed una sua diminuzione sierica la possiamo riscontrare nel vomito , nella diarrea o in iperdosaggio di diuretici, mentre un suo aumento si riscontra nell’insufficienza renale e nella disidratazione.

CLORURIA

 

L’escrezione del cloro per via urinaria segue quella del sodio e viene compensata da un aumento dei bicarbonati presenti nel sangue. La quantità di cloro eliminata attraverso le urine è pari a quella assunta con la dieta.

COLESTEROLEMIA

 

Il colesterolo è una delle componenti della frazione lipidica delle lipoproteine , cioè di quelle proteine che provvedono a portare i grassi alle cellule e dalla periferia al fegato per l’esterificazione. Una elevata quantità di colesterolo totale nel sangue è considerata un fattore di rischio per l’aterosclerosi, mentre un elevato livello di colesterolo HDLassume un importante fattore protettivo.

COLESTEROLO ESTERIFICATO

 

Sintetizzato da diversi tessuti, ma specialmente dal fegato ed assunto in gran quantità con la dieta, esiste in due forme: una libera  ed una forma esterificata dalle cellule intestinali tramite un acido grasso per la quota alimentare e dal fegato per la quota endogena. Nella pratica clinica il dosaggio delle due quote è ormai scarsamente richiesto.

COLESTEROLO HDL

 

E’ una frazione del colesterolo legato a proteine ad alta densità e sembra non essere aterogeno. Conosciuto come colesterolo buono, i suoi livelli sono inferiori nell’uomo rispetto alla donna, variano con l’età e con le abitudini di vita.

COLESTEROLO LDL

 

Colesterolo legato a proteine di bassa densità ( LDL)  che con altri fattori di rischio aterogeno vascolare viene valutato dal medico curante sulla base dell’età, del fumo, dell’obesità e dell’ipertensione.

COLESTEROLO LIBERO

 

Sintetizzato da diversi tessuti, ma soprattutto dal fegato che presiede anche alla sua degradazione il colesterolo esiste in due forme: una esterificata da un acido grasso,contenuta nelle LDL e che rappresenta circa il 70% del colesterolo totale ed una forma cosiddetta libera. Attualmente la determinazione delle due forme risulta superata dato i progressi della diagnostica clinica epatologica.

COLINESTERASI

 

La colinesterasi è una proteina di origine epatica e come tale assunta ad indice di attività epatica di sintesi proteica. Mediante la valutazione del livello sierico della colinesterasi è possibile individuare la sensibilità ai narcotici e valutare quindi il rischio operatorio.

COLLAGEN CROSS-LINKING

 

Il suo dosaggio su un campione di urine risulta utile nella valutazione di riassorbimento o rimodellamento osseo in quanto in tali condizioni si ha liberazione in circolo di desossipiridinolina, molecola di collagene della matrice ossea, con successiva eliminazione nelle urine.

COMPLEMENTO C2

 

Si tratta di una frazione sierica del complemento dosata con metodica RID che può essere correlata con patologie quali il lupus eritematosus e la glomerulonefrite. L’eventuale livello sierico diminuito è dovuto unicamente a consumo nelle fasi attive della malattia.

COMPLEMENTO C3

 

Il C3 e C4 i due maggiori componenti di quella cascata di enzimi definita come Complemento. Lo scopo del loro dosaggio sierico risiede soprattutto in un aiuto diagnostico nella sospetta patologia di forme primitive di glomerulonefrite, dove i livelli delle due frazioni possono essere diminuiti.

COMPLEMENTO C4

 

Frazione del complemento attivato unicamente per via classica ed i cui livelli sierici diminuiti sono generalmente dovuti a consumo in rapporto con le fasi attive della malattia. La sua ricerca è da correlare a patologie del tipo sindrome lupoide o collagenopatie.

CONTA DI ADDIS

 

Test di laboratorio ormai superato ai fini diagnostici che permette di determinare la quantità di globuli rossi, bianchi e dei cilindri nella raccolta delle urine delle 12 ore quindi seguire l’evoluzione di una patologia renale.

COPROCOLTURA

 

La coprocoltura è l’esame colturale di un campione di feci eseguito per definire l’eziologia di una diarrea acuta o perdurante da alcuni giorni (per es. da Yersinia enteroc. o da E. coli 157). L’indagine è essenzialmente rivolta alla ricerca di Salmonella e Shigella, i principali enterobatteri patogeni per la specie umana.

COPROPORFIRINE
 

Il cortisolo è il principale ormone steroideo prodotto dalle ghiandole surrenali a partire dal colesterolo e nel sangue viaggia legato per circa il 90% a proteine specifiche. La sede principale del suo metabolismo è il fegato e l’aumento o la  diminuzione del cortisolo in circolo può indicare un eccesso o un aumento  dell’attività delle ghiandole surrenali, diagnosi quest’ultima  eventualmente da completare con altre indagini.

CORTISOLO PLASMATICO

 

Il cortisolo è un ormone steroideo sintetizzato a livello surrenalico a partire dal colesterolo mentre la sede principale del metabolismo è il fegato. Sono diverse le funzioni biologiche a cui partecipa il cortisolo: sul metabolismo degli zuccheri con azione diabetogena; sul metabolismo proteico con azione catabolizzante; sull’equilibrio idroelettrico dove esercita ritenzione di sodio ed acqua ed escrezione di potassio.

CORTISOLO URINARIO

 

La quota di cortisolo eliminata attraverso le urine è quella derivata dalla filtrazione della parte libera circolante nel sangue per cui la cortisoluria costituisce un indice del cortisolo biologicamente attivo.

CPK (CREATIN-FOSFOCHINASI)

CREATININEMIA

 

La creatinina è un catabolita di origine endogena che svolge un ruolo fondamentale nell’attività muscolare. E’ il composto dell’azoto presente nel sangue la cui quantità si presenta più o meno stabile nel tempo dipendendo soltanto dalla capacità di filtraggio dei reni e per questo assunta come parametro della funzionalità renale.

CREATININURIA

 

La quota di creatinina eliminata con le urine deriva dal catabolismo muscolare e risulta in ogni individuo costante nei giorni. Il test si esegue sulle urine delle 24 ore ed è preferibile dosare simultaneamente la creatinina plasmatica qualora si sospetti una insufficienza renale o una miopatia diffusa.

CRIOGLOBULINE
 

Le crioglobuline sono proteine che precipitano spontaneamente tra lo zero e 22 gradi centigradi e si dissolvono a 37° C. Poiché tali temperature sono tipiche dei distretti vascolari periferici, le crioglobuline possono causare ostruzione dei vasi capillari.

CROMO URINARIO

 

Oligoelemento essenziale per l’uomo che possiede diverse funzioni. Stabilizza la strutture di alcune proteine; è un componente importante degli acidi nucleici e regola il metabolismo glucidico potenziando l’attività insulinica. La quota eliminata con le urine è quella assunta attraverso la dieta.

CUPREMIA (RAME SU SIERO)

 

Il rame o cupremia ( dal  latino Cuprum)è un elemento contenuto nel fegato e nel rene, seppure in quantità minore e nel siero viene veicolato da una proteina. Il suo livello può aumentare nelle leucemie, nella cirrosi epatica e nelle collagenopatie.

CURVA GH (DOPO STIMOLAZIONE)

 

La prova consiste nell’effettuare prelievi seriati suggeriti dall’endocrinologo dopo assunzione di farmaci atti a stimolare la produzione di HGH e rilevarne quindi i suoi livelli sierici.

CURVA GLICEMICA

 

La prova consiste nel somministrare ad un paziente una soluzione acquosa di 70/100 grammi di glucosio e successivamente in tempi prestabiliti , nell’esecuzione di più prelievi di sangue. Il test riveste molta importanza per la diagnosi di un alterato metabolismo glucidico, allorquando la glicemia di base non sia sufficiente a diagnosticare un diabete mellito.

CURVA INSULINEMICA

 

Valutare ripetuti livelli di insulina dopo somministrazione di carico orale di glucosio , in genere ai tempi 30,60,90,120 minuti può essere utile nella diagnosi differenziale delle ipoglicemie. Laddove si sospetti un insulinoma si ha un  aumento dei livelli di insulina  con tipica curva piatta delle glicemie.

CURVA PEPTIDE C (CARICO GLUCOSIO)

 

Prelievi effettuati a tempi determinati per la valutazione dei livelli sierici di Peptide C dopo somministrazione orale di soluzione glucosata. Tali valori riflettono in linea di massima quelli della curva insulinemica.

CYFRA 21-1

 

Il Cyfra 21-1 è un marker tumorale che aiuta nella diagnosi e nella valutazione della risposta alla terapia nei pazienti con carcinoma polmonare a prescindere dalla varietà cellulare. Presenta una buona sensibilità e specificità nel carcinoma squamoso, mentre risulta meno specifico negli stadi di malattia molto avanzati.

CYTOTOXIC TEST

 

Solitamente le intolleranze alimentari insorgono verso cibi comuni assunti  frequentemente ed alcune si formano già in età neonatale a causa del latte materno. Un metodo laboratoristico per verificare tali intolleranze è il Citotoxic Test eseguito su un prelievo di sangue il cui  parametro più importante consiste nell’osservare eventuali modificazioni strutturali citoplasmatiche a carico dei leucociti.

D4 ANDROSTENEDIONE

 

Il delta 4 androstenedione è il più importante androgeno nella donna e nel sesso femminile è uno dei responsabili della calvizie androgenetica e dell’irsutismo. Proviene per circa il 50% dalla secrezione ovarica e per il 30% circa dalla secrezione surrenalica. Livelli sierici moderatamente aumentati orientano verso una diagnosi di ovaio policistico.

DEPAKIN (Farmaci)

 

Vedi  Ac. Valproico

DHEA (DEIDROEPIANDROSTERONE)

 

I Dhea ( deidroepiandrosterone) è un ormone prodotto da una particolare zona delle ghiandole surrenaliche, che non mostra significative variazioni nel corso della giornata e che rappresenta uno dei test di secrezione di androgeni. I suoi livelli possono aumentare in caso di iperplasia  o di carcinoma surrenalico.

DHEA-S (DEIDROEPIANDROSTER. SOLFATO)

 

Il DHEA-S ( deidroepiandrosterone –solfato) è il principale ormone a produzione androgena secreto dalla corteccia surrenalica. Il suo dosaggio risulta utile ogni qualvolta si sospetti un iperandrogenismo nella donna ed è preferibile al dosaggio del DHEA, in quanto ha una emivita più lunga.

DHT (DIIDROTESTOSTERONE)

 

Il DHT ( deidrotestosterone) rappresenta il principale prodotto di riduzione, ad opera di un enzima, del testosterone. Insieme al 3-alfa-androstenediolo rappresenta un marcatore dell’irsutismo periferico in cui si determina un aumentato livello intra ed extracellulare di DHT con conseguente aumento della quota di androgeni circolanti.

DIAGNOSI MOLECOLARE ALZHEIMER FAMILIARE (PSEN1-PSEN2)

 

La malattia di Alzheimer rappresenta circa il 60% di tutte le demenze e colpisce in prevalenza le donne. Questa patologia è un processo degenerativo cerebrale dovuto al formarsi di placche di sostanza beta –amiloide e di accumulo di proteina Tau che provocano un declino progressivo e globale delle funzioni intellettive associato ad un deterioramento della personalità e della vita di relazione. Oggi si stanno mettendo a punto tecniche strumentali per la diagnosi precoce di questa malattia , mentre a livello di laboratorio un valido aiuto diagnostico e dato dalla genetica molecolare che ci permette lo studio di mutazioni di geni PSEN-1e PSEN2 associati all’Alzheimer e la genotipizzazione del locusApoe mediante  PCR fluorescente.

DIAGNOSI MOLECOLARE DI EMOCROMATOSI (HFE)

 

L’emocromatosi è una malattia genetica ereditaria caratterizzata da un eccessivo accumulo di ferro nell’organismo e che si manifesta clinicamente intorno ai 50 anni di età. Essa si trasmette con modalità autosomica ed il gene responsabile della malattia , detto HFE, è situato sul braccio corto del cromosoma 6. In assenza di cause note, si può sospettare l’emocromatosi quando si riscontrano alti livelli di ferritina sierica e la diagnosi definitiva può essere confermata con lo studio delle mutazione del gene HFE in genetica molecolare.

DIGOSSINA (FARMACI DIGITALICI)

 

IL dosaggio del livello sierico della digossina risulta utile sia nel caso di sovradosaggio con intossicazione digitalica , sia soprattutto per l’aggiustamento delle dosi farmacologiche personalizzate al singolo paziente in terapia.

DIMER TEST

 

Per dimer test, vedi D-dimero

DIMERO D

 

Si tratta di un test di agglutinazione su lattice atto a determinare quantitativamente il livello di D –dimero di fibrina nel plasma umano. Esso si forma dalla degradazione plasminica della fibrina e livelli elevati si riscontrano in patologie quali la trombosi venosa profonda, l’embolia polmonare ola coagulazione intravasale diffusa. Occorre sangue venoso con anticoagulante citrato di sodio.

DOPAMINA URINARIA

 

La dopamina è un neuromediatore-trasmettitore che deriva dalla Dopa e da origine alla noradrenalina. Gli psicostimolanti, come le anfetamine e la cocaina aumentano il tono dopaminergico stimolandone il rilascio, mentre la sua ridotta presenza in alcuni nuclei del cervello viene messa in relazione con il morbo di Parkinson.

E1 (ESTRONE)

 

L’estrone, con il 17 beta estradiolo e l’estriolo è uno dei tre principali estrogeni prodotto sia a livello gonadico che dalla corteccia surrenalica. Nella donna il suo valore è sovrapponibile a quello del 17 beta, aumentando nella fase follicolare con valore massimo prima dell’ovulazione e successiva diminuzione nella fase luteinica.

E2 (17-beta ESTADIOLO)
 

L’estradiolo 17 beta è il principale estrogeno secreto dalle gonadi; nella donna  a livello ovarico, nel maschio dal testicolo. Viene trasportato in circolo da una globulina ed ilsuo dosaggio riveste particolare significato nei deficit gonadici primari e nella menopausa.

E3 PLASMATICO (ESTRIOLO)

 

L’estriolo è un ormone sintetizzato nella placenta e quindi il suo monitoraggio sierico, insieme allo ormone lattogeno-placentare (HPL) risulta uno dei test più utili per la valutazione del corretto andamento della gravidanza. Una diminuzione dei livellli sierici di estriolo è associata ad una sofferenza fetale.Il test si esegue dalla 24 ma settimana di gravidanza.

ELETTROFORESI DELLE EMOGLOBINE

 

L’elettroforesi dell’emoglobina permette di evidenziare frazioni emoglobiniche anomale , quali HbF, HbC, HbS che hanno una velocità di migrazione diversa rispetto alla frazione A normale, che nell’adulto rappresenta circa il 97/98% dell’Hb totale.

ELETTROFORESI PROTEICA URINARIA

 

Con le moderne tecniche di elettroforesi basate sul principio della migrazione zonale su supporto di agarosio tamponato, nella ricerca di alterazione proteiche in campioni di urinari, non esiste più la necessità di dover concentrare le urine,in quanto la tecnica presenta già una alta sensibilità.

EMATOCRITO

 

L’ematocrito è un indice che esprime il volume degli eritrociti per 100 ml di sangue. Costituisce uno degli indici più precisi per determinare la concentrazione dei globuli rossi nel sangue e nei moderni contaglobuli è uno dei numerosi parametri facilmente determinabili.

EMOCOLTURA

 

L’emocoltura è una indagine microbiologica che permette l’isolamento di un germe patogeno dal sangue, la sua successiva tipizzazione e sensibilità agli antibiotici. Essa deve essere eseguita in corrispondenza dei rialzi termici oppure in caso di febbre continua  oltre i 38°.

EMOCROMO COMPLETO
 

Con le moderne apparecchiature automatiche , su un campione di 3cc di sangue è possibile avere numerosi parametri ematici, quali numero di globuli rossi, bianchi, piastrine, ematocrito, tasso di emoglobina, volume corpuscolare ed altri. Tali parametri rappresentano un valido orientamento nelle diagnosi di empatie. Per quanto riguarda diagnosi di eventuali leucemie a tali dati viene affiancato lo studio dello striscio ematico colorato.

EMOGLOBINA GLICOSILATA

 

Il test dell’emoglobina glicosilata rappresenta un indice dei valori glicemici presenti nel sangue nei giorni e nelle settimane precedenti il prelievo in quanto il processo di glicosilazione, cioè la reazione di legame tra glucosio ed emoglobina dura per tutta la vita del singolo globulo rosso e tale legame non varia con le oscillazioni giornaliere della glicemia.

EMOGLOBINA PATOLOGICHE

 

vedi elettroforesi delle emoglobine

EPSTEIN BAR VIRUS EARLY

 

Gli anticorpi contro gli antigeni precoci dellEBV ( EBV EARLY) compaiono tardivamente rispetto agli anti VCA e sono prevalentemente diretti contro antigeni indotti dal virus necessari per la sua replicazione all’interno della cellula infettata.

EPSTEIN BAR VIRUS IGG

 

Vedi VCA

EPSTEIN BAR VIRUS IGM

 

Vedi VCA

EPSTEIN-BARR VIRUS NUCLEAR

 

Gli anticorpi contro l’antigene nucleare dell’EBV compaiono tardivamente e persistono per tutta la vita. La presenza di questi anticorpi in pazienti precedentemente anti VCA positivi e anti EBNA negativi, consente di porre diagnosi di certezza di mononucleosi infettiva.

EPSTEIN-BARR VIRUS VCA IGM

 

Vedi VCA

ERITROPOIETINA
 

L’eritropoietina è una proteina prodotta essenzialmente dal rene e la sua funzione si esplica principalmente nel processo dell’eritropoiesi. Il suo dosaggio riveste importanza diagnostica specie nell’insufficienza renale cronica, dove l’eritropoietina risulta notevolmente diminuita.

ES. CITOLOGICO AGO ASPIRATO

 

Esame morfologico effettuato al microscopio dopo colorazione di materiale prelevato mediante ago-aspirazione guidata ecograficamente; si tratta in genere di aspirazioni a livello tiroideo o di seno.

ES. COLT. ESPETTORATO

 

Coltura di un campione di espettorato effettuata su piastre specifiche per la ricerca di germi patogeni e loro tipizzazione con successivo antibiogramma.

ES. COLT. LIQ. SEMINALE

 

Campione di liquido seminale raccolto mediante masturbazione e messo in coltura a  37 gradi centigradi in piastre specifiche per una eventuale crescita e tipizzazione di germi patogeni.

ES. COLT. SECRETO PROSTATICO

 

Coltura di campione secretorio prelevato dopo massaggio prostatico e seminato su piastre specifiche alla ricerca e tipizzazione di eventuali germi patogeni.

ESAME CALCOLI URINARI

 

I calcoli urinari possono formarsi a qualsiasi livello delle vie urinarie , ma in genere originano dal rene.Su questo materiale solido si effettuano analisi fisiche e chimiche per accertarne la composizione che può essere utile per instaurare una corretta terapia alimentare.

ESAME CALCOLO BILIARE

 

Sul materiale solido pervenuto in laboratorio, oltre a definire alcuni parametri fisici come forma superficie e colore, si effettuano analisi chimiche per definirne la composizione dei sali che hanno dato luogo alla formazione del calcolo.

ESAME CITOLOGICO

 

Con questo termine possiamo indicare qualunque esame effettuato su materiali opportunamente preparati e colorati ed inviati in laboratorio per uno studio morfologico del materiale cellulare eventualmente presente.

ESAME CITOLOGICO ESPETTORATO

 

Sugli strisci di campioni di espettorato opportunamente colorati si ricercano in modo particolare cellule neoplastiche per la conferma di carcinoma polmonare o leucociti neutrofili per probabili infezioni batteriche bronco-polmonari o leucociti eosinofili per affezioni di natura allergica.

ESAME CITOLOGICO NELLE URINE

 

Su di un campione di urine centrifugato ed il cui sovranatante sia stato eliminato si effettua uno striscio che fissato e colorato viene osservato al microscopio per rilevare soprattutto l’eventuale presenza di anomalie nucleari delle cellule presenti.

Esame colturale del secreto vaginale

 

Si tratta di una coltura microbiologica di secrezione vaginale prelevata con appositi tamponi per rilevare eventuale crescita di germi patogeni  aerobi ed anaerobi e miceti.

ESAME COLTURALE NELLE FECI

 

Su un campione di feci della mattina si esegue un esame colturale alla ricerca di eventuali enterobatteri patogeni e miceti, ogni qualvolta si presentino fenomeni diarroici imputabili ad infezioni batteriche intestinali .

Fattore VII

 

Costituisce uno dei test della cosiddetta" cascata coagulativa" per la diagnosi di malattia ischemica coronaria. Si tratta di una proteina circolante nel plasma che in presenza di fosfolipidi e calcio genera una specifica attività proteasica incrementata  dal contatto con il vetro o altre superfici.

FENIL IDANTOINA (Farmaci)

 

Si tratta di un farmaco anticonvulsivo e la determinazione dei suoi livelli sierici risulta utile per regolare il suo dosaggio terapeutico ottimale ed evitare fenomeni tossici da iperdosaggio.

FENITOINA (Farmaci)

 

Per Fenitoina vedi articoloprecedente: " Fenilidantoina "

FENOBARBITAL (LUMINALE)

 

Farmaco antiepilettico che necessita di un corretto monitoraggio delle concentrazioni sieriche perché numerose possono essere le interazioni con altri farmaci a carico del fegato. L’effetto terapeutico si raggiunge con dosi da determinare con precisione.

FENOLO URINARIO

 

La determinazione del fenolo in un campione di urine rappresenta un mezzo per monitorare l’esposizione professionale a questa sostanza ed al benzene di cui ne rappresenta un metabolita

FENOMENO LE

 

Le cellule LE sono dei leucociti che possiedono attività macrofagica. La loro ricerca antigenica si effettua  su sangue senza anticoagulante ogni qualvolta si sospetti una artrite reumatoide o un lupus eritematoso sistemico.

FERRITINA

 

La ferritina è una proteina con una composizione chimica abbastanza complessa. La quantità totale presente nell’organismo è di circa 6 g., di cui 1 g costituisce la ferritina circolante nel siero e 5 g circa le ferritine presenti nei vari tessuti quali fegato, milza e midollo osseo. La concentrazione sierica della ferritina è in rapporto ai depositi di ferro nell’organismo ed un suo basso valore rappresenta un precoce indicatore di una diminuzione delle riserve di ferro.

FIBRINOGENEMIA

 

Il fibrinogeno è una proteina ad alto peso molecolare sintetizzata dal fegato che svolge un ruolo primario nel processo della coagulazione. Per l’intervento di altri fattori si trasforma in fibrina dando l’avvio alla formazione del trombo emostatico. Il suo valore aumenta in malattie di natura flogistica ed in neoplasie, mentre diminuisce in difetti di sintesi.

FIBRINOPEPTIDE A

 

Nel processo coagulativo il Fibrinopeptide A rappresenta uno dei due peptidi su cui agisce la trombina , come substrato fisiologico del fibrinogeno, formando la fibrina stabile e solubile sotto l’azione del Fattore XII.

FOSFATASI ACIDA PROSTATICA

 

Per fosfatasi acida-prostatica vedi PAP

FOSFATASI ACIDA NON PROSTATICA

 

La fosfatasi acida , oltre che nella prostata, si trova nei globuli rossi, nel fegato e nella milza e la sua quota plasmatica deriva dalla distruzione dei globuli rossi e delle piastrine e quindi un suo aumento è indice di una sindrome emolitica o di piastrinopenia.

FOSFATASI ALCALINA

 

E’ un enzima presente in diversi tessuti come fegato, milza, rene ed in elevate concentrazioni nella prostata; il suo aumento nel siero si riscontra in diverse patologie maligne a carico delle ossa , dei reni, epatobiliari e specie nel carcinoma prostatico con aumento della frazione prostatica dell’enzima.

FOSFATASI PROSTATICA

 

Isoenzima della fosfatasi acida presente solo nel tessuto prostatico. Insieme al PSA, il dosaggio nel siero della fosfatasi prostatica risulta di grande utilità per la diagnosi del carcinoma prostatico e delle sue metastasi in quanto nell’ipertrofia prostatica benigna in genere non si hanno valori elevati di fosfatasi prostatica.

FOSFOLIPIDEMIA

 

I fosfolipidi sono un importante gruppo di lipidi comprendenti lecitine, cefaline e sfingomieline. Sono veicolati  in particolare dalle frazioni lipoproteiche HDL ed LDL. Il loro ruolo è quello di mobilitare  i lipidi non polari quali i trigliceridi.

FOSFOREMIA

 

Il fosforo è uno degli elettroliti sierici ed il suo livello ematico viene influenzato dalla dieta, dal tipo di assorbimento intestinale e dalla funzione renale. Il fosforo aumenta nell’insufficienza renale, mentre può diminuire nell’iperparatiroidismo e nel malassorbimento intestinale.

FOSFORO URINARIO

 

L’eliminazione del fosforo inorganico nelle urine è piuttosto costante nell’arco dei giorni e risente della varazione dell’apporto di fosforo con la dieta. Livelli elevati di fosfaturia si riscontrano nel rachitismo.

FRUTTOSAMINA

 

IL test della fruttosamina misura la concentrazione di proteina stabilmente glicosilata, fornendo una stima dei livelli glicemici presenti nelle 2-3 settimane precedenti il prelievo. Tale test rivela in maniera precoce variazioni glicemiche in quanto non influenzato dal turnover dei globuli rossi.

FRUTTOSIO SUL LIQUIDO SEMINALE

 

Tra i carboidrati semplici (monosaccaridi) che rivestono particolare importanza biologica vi è il fruttosio il cui dosaggio in laboratorio su un campione di liquido seminale viene effettuato perché rappresenta un indice della funzione delle vescicole seminale e dei dotti eiaculatori, essendo la fonte energetica principale degli spermatozoi.

FSH (ORMONE FOLLICOLO STIMOLANTE)

 

L’ormone follicolostimolante è un ormone prodotto da cellule dell’ipofisi anteriore e la sua secrezione viene regolata da una sostanza  prodotta dalle gonadi. Nella donna i livelli plasmatici dell’ FSH fluttuano durante il ciclo, raggiungendo i valori più alti  vicino all’ovulazione. Il test risulta molto utile in varie diagnosi di possibili patologie gonadiche.

FT3 (TRIIODOTIRONINA LIBERA)

 

La triiodotironina libera o FT3 rappresenta una piccola percentuale della quantità totale di triiodotironina per la maggior parte legata a proteine veicolanti (TBG, TBPA, etc.) e costituisce la quota di ormone immediatamente disponibile. Costituisce un dato più attendibile della funzionalità della ghiandola tiroide rispetto alla tiroxina legata..  

FT4 (TIROXINA LIBERA)

 

Rappresenta la quota di tiroxina  non legata alle proteine di trasporto. Come per la FT3 il dato di laboratorio risulta un indice di funzionalità tiroidea più attendibile rispetto alla frazione legata.

G6PDH (Glucosio 6 Fosfato deidrogenasi)

 

La glucosio-6-fosfato deidrogenasi(GPDH) è un enzima il cui compito sta nell’utilizzare il glucosio nel globulo rosso. Un suo basso valore indica un deficit enzimatico riscontabile in alcune popolazioni dell’area mediterranea e tale deficit può provocare emolisi quando le emazie vengono a contatto per esempio con le fave o con alcuni farmaci. Il test non deve essere effettuato in corso di crisi emolitica.

GAMMA- GT

 

La GammaGT (glutamiltranspeptidasi) è un enzima contenuto a livello microsomiale nel fegato nei reni e nel pancreas.Sono particolarmente le epatopatie e patologie del sistema epatobiliare a determinare significativi aumenti  delle GGT insieme ad alti valori di transaminasi. Questo enzima assume notevole importanza clinica specifica  come marker di alcolismo.

GASTRINA

 

La gastrina è un ormone secreto dalle cellule G della mucosa dell’antro gastrico ed in quantità limitata dal duodeno. La sua funzione principale è quella di stimolare le cellule parietali a secernere HCL e pepsina. Un aumento dei suoi valori può essere dovuto a gastrite atrofiche, ulcere, carcinoma gastrico o iperplasia delle cellule antrali.

GENOMA HERPES LABIALIS

 

Non sempre è sufficiente la ricerca nel siero di anticorpi anti HSV di tipo 1 , cioè l’Herpes labialis, per determinare un eventuale stato di reinfezione. Per risolvere un tale dubbio si può ricorrere alle moderne tecniche di biologia molecolare che con la PCR ci permettono di individuare il genoma virale dell’ HSV e formulare quindi una precisa diagnosi.

GH (ORMONE SOMATOTROPO)

 

L’ormone della crescita( HGH ) è una proteina secreta dall’ipofisi anteriore in risposta a diversi stimoli: ipoglicemia, digiuno, attività fisica.Promuove lo sviluppo delle ossa, dei muscoli e la ritenzione di Na,K,Ca. Un suo evidente aumento di livello sierico si riscontra nel gigantismo, ma anche in stati di malnutrizione.

GLICEMIA

 

I valori del glucosio sierico circolante sono strettamente dipendenti dalla quantità di zucchero immessa nel sangue e da quella rimossa dai tessuti periferici come muscolo, sistema nervoso centrale e globuli rossi. La regolazione della glicemia è dipendente dai seguenti fattori: -regolare introduzione di zuccheri con la dieta
-suo utilizzo a livello periferico
- riserva epatica dello zucchero ( glicogeno)
-intervento di numerosi fattori di natura ormonale: l’insulina in special modo ad azione ipoglicemizzante; glucagone , le catecolamine e gli ormoni tiroidei ad effetto iperglicemizzante.

GLICOSURIA
 

Il glucosio è normalmente filtrato dai reni a livello glomerulare e riassorbito a livello tubulare. Quando la glicemia nel sangue supera i valori di 180mg/ dl , ecco che compare glicosuria in quanto rappresenta il limite tubulare massimo di riassorbimento del glucosio. Il dosaggio della glicosuria nelle 24h è utile nei diabetici in trattamento con insulina in quanto permette l’aggiustamento della posologia.

GLUCAGONE

 

Il glucagone è un ormone polipeptidico prodotto da una zona del pancreas in risposta a livelli di ipoglicemia e come tale possiede essenzialmente un effetto iperglicemizzante antagonista dell’insulina. Il suo livello aumenta nel diabete scompensato, nel morbo di Cushing e nell’insufficenza epatica o durante terapia cortisonica.

GLUTINE

 

Sostanza proteica contenuta in alcuni cereali quali frumento, orzo, segale e nei loro derivati. L’intolleranza al glutine provoca , laddove esiste una predisposizione immunologica del soggetto, la celiachia che esordisce prevalentemente durante l’nfanzia, ma che può manifestarsi anche negli adulti con segni molto più sfumati.

GRUPPO SANGUIGNO (E FATTORE RH)

 

Utilizzando del sangue con anticoagulante ( EDTA ), si  evidenzia l’appartenenza di una qualsiasi persona ad uno dei gruppi del sistema  A B 0  e la positività o meno del fattore Rh. Il gruppo sanguigno rimane tale per tutta la vita.

HAV-IgG

 

La determinazione degli anticorpi sierici  rappresenta oggi il miglior metodo di diagnosi di infezione virale da epatite di tipo A. La tecnica di immunoenzimatica ci permette di rilevare  la presenza di  Anti HVA IgG intorno alla 2-3 settimana dopo l’esordio clinico con un picco intorno a 8-10settimane. Tali anticorpi persistono poi per molti anni.

HAV-IgM

 

Con le tecniche immunoenzimatiche è possibile ricercare nel siero le IgM specifiche anti-HVA già entro 1 settimana dall’inizio dei sintomi clinici. Il loro livello tende a crescere nelle prime 4-6 settimane per poi scomparire e determinare quindi la fine della fase acuta infettiva.

HbcAb-IgG

 

E’ il primo anticorpo che compare durante la fase clinica dell’epatite in seguito a stimolo antigenico specifico di tipo –c-. Titoli bassi di IgG possono persistere a lungo con il significato di pregressa infezione. La persistenza di anti HBc-IgG, in assenza di HBs-Ag ed anti HBs, è solo indice di avvenuta infezione ma non di guarigione ed il paziente è ancora potenzialmente infettivo.

HbeAb

 

La presenza di questi anticorpi nel siero di soggetti colpiti da epatite  B sta ad indicare una risoluzione dell’infezione con riduzione del contagio ed una contemporanea scomparsa della positivita dell’HBE-Ag.

HBeAg (Antigene)

 

Rappresenta una proteina antigenica correlata con la replicazione del virus dell’epatite B. Compare nel siero per poche settimane durante la fase di iniziale della malattia e scompare con il positivizzarsi dell’Anti-HbS Ab. La persistenza può essere correlata con lo sviluppo di una epatopatia cronica.

HbsAb

 

Costituisce l’anticorpo neutralizzante dell’antigene di superficie. La sua tardiva comparsa insieme all’Hbe Ab ed all’Hbc Ab indica la fase di risoluzione della malattia con il paziente non più infetto ed immune in caso di reinfezione. Tali anticorpi permangono in circolo persistendo per lungo tempo.

HbsAg (Antigene)

 

Per HbS Ag vedi articolo Antigene Au (Australia).

HBV-DNA QUANTITATIVO

 

Il dosaggio dell’HBV-DNA quantitativo, ormai eseguito quasi di routine nei grossi centri diagnostici con le collaudate ed affinate tecniche in PCR, rappresenta il test principale per monitorare l’efficacia di una terapia di eradicazione del virus dell’epatite B.

HBV-DNA-PCR

 

La ricerca del genoma virale dell’epatite B in PCR risulta il test più sensibile per evidenziare la presenza di una attiva replicazione virale e quindi di una fase di contagiosità. La presenza del DNA virale è riscontrabile nei primi giorni di malattia e tende a scomparire insieme all’HbeAg. Al contrario la sua permanenza può significare un possibile stato di cronicizzazione. 

HCG NELLE URINE

 

Test ormai scarsamente richiesto in laboratorio perché a livello di prima indicazione ha un valido sostituto nei Kit venduti nelle farmacie. Per monitorare lo stato di una gravidanza si preferisce la ricerca delle Beta HCG nel siero.

HCV

 

Il virus dell’epatite C (HCV) colpisce oggi circa 2 milioni di persone nel mondo con patologia a carico del fegato, spesso con infezione persistente che può degenerare in cirrosi. E’ un virus appartenente al genere " Flavivirus " il cui genoma è costituito da una singola catena di RNA. Diversi sono i test di laboratorio che ci permettono di evidenziare sia gli anticorpi presenti nel siero che il genoma virale in fase attiva.

HCV AB-IgM

 

Test su siero effettuato in Elisa alla ricerca delle IgM che sono espressione della possibile replicazione del virus HCV. E’ bene, per la conferma di tale situazione, ricorrere alla metodica di biologia molecolare PCR.

HCV GENOTIPO

 

Per HCV-Genotipo vedi articolo "HCV-Tipizzazione"

HCV RIBA (TEST CONFERMA)

 

L’HCV-Riba è un test immunologico eseguito su strip per la rilevazione degli anticorpi del virus dell’epatite C su siero umano. Viene in genere utilizzato come test supplementare , più specifico, in caso di positività riscontrate con test di sceening. L’innovazione del test risiede nel fatto che gli antigeni virali sono immobilizzati in 6 bande differenti su una strip di nylon ed inoltre su ogni striscia sono presenti bande di controllo che reagiscono con il siero in esame.

HCV RNA (PCR) QUALITATIVO

 

Mediante la tecnica di biologia molecolare PCR basata sul principio di amplificazione anche di poche molecole di RNA del virus dell’epatite C oggi in laboratorio siamo in grado di distinguere uno stato di infezione acuta o cronica da una situazione di infezione pregressa. La determinazione dell’HCV-RNA risulta particolarmente utile per verificare l’efficacia della terapia con interferone.

HCV RNA (PCR) QUANTITATIVO

 

Dopo aver estratto il DNA del virus dell’epatite C da un siero di un soggetto ammalato e si voglia quantizzare la virosi , la tecnica della PCR ci consente tramite diluizioni seriali del DNA e successive amplificazioni di dare una risposta quantitativa dei genomi virali amplificabili. Questo dato di partenza può essere utilizzato per verificare l’efficacia di un protocollo terapeutico in una successiva indagine.

HCV TIPIZZAZIONE

 

Le moderne tecniche di infettivologia molecolare, da noi acquisite ed ormai di routine presso il nostro centro, ci permettono l’amplificazione di una regione del genoma virale dell’HCV mediante PCR e la sua tipizzazione mediante analisi di sequenza dei tipi da 1 a 6 e relativi sottotipi . Questo dato di laboratorio rappresenta un test molto importante per l’infettivologo che dovrà seguire il cammino terapeutico del soggetto infettato dal virus dell’epatite C.

HDV Ab IgG (Anti DELTA)

 

Il virus Delta è una particella costituita da un genoma a RNA che necessita dell’antigene epatite B come helper per mantenere la sua sintesi. L’eventuale infezione da virus epatite Delta può essere acuta a decorso benigno e risoluzione spontanea o una superinfezione con una eoluzione ad epatite cronica.

HELICOBACTER PYLORI SALIVARE

 

Da recenti studi è stato ormai dimostrata la presenza di H. Pilori anche nella saliva dei soggetti affetti da ulcera duodenale e gastrica. Si tratta di un test per ora scarsamente utilizzato in quanto, oltre alla ricerca degli anticorpi nel siero o tramite gastroscopia si preferisce a livello strumentale ricorrere al test respiratorio all’urea 13C per evidenziare l’H.P.

HIV GENOMA

 

La presenza nel siero di Ab-anti HIV indica che il soggetto è certamente venuto a contatto con il virus, ma per avere la certezza di uno stato di malattia e quindi di una attività virale antigenica, occorre cercare, mediante la PCR, il genoma virale utilizzando sangue intero.

HLA

 

Il sistema HLA,  con i suoi prodotti genici, localizzati sul braccio del cromosoma 6, costituisce l’insieme degli antigeni di trapianto e di prodotti associati alla risposta immune. Esso riveste un notevole significato biologico nel meccanismo di rigetto ai trapianti e nella ricerca genica di particolari patologie umane.

HLA ANTIGENI DI ISTOCOMPATIBILITÀ

 

Per HLA antigeni di istocompatibiltà vedi articolo: HLA

HLA B 27

 

Lo studio degli antigeni del complesso HLA  ed specificatamente dell’HLA-B27 riveste un notevole interesse per la selezione dei donatori nei trapianti di organo. Tali antigeni linfocitari di istocompatibilità sono delle proteine presenti sulla superficie dei linfociti e " tarate " su base genetica.

HPL(ORMONE LATTOGENO PLACENTARE)

 

L’HPL (ormone lattogeno placentare) viene prodotto esclusivamente nelle prime fasi della gravidanza e dimostrabile nel siero di una gestante a partire dalla sesta-settima settimana.Aumenta progressivamente e decade rapidamente dopo il parto. L’ormone ha una azione antagonista dell’insulina con risparmio di zuccheri a favore del feto.

HPV

 

Il papillomavirus (Human Papilloma Virus= HPV) è la causa più frequente di infezioni genitali nella donna. Esistono molti tipi di questo virus, a seconda del contenuto di DNA e provocano diverse patologie che vanno dalle verruche sulla pelle, ai condilomi genitali a patologie più complesse. Le lesioni genitali si possono diagnosticare con il Pap test, colposcopia o biopsia. La ricerca diretta del genoma virale su siero può essere effettuata mediante le moderne tecniche di utilizzo di sonde genetiche in PCR.

HPV DNA TIPIZZAZIONE

 

La diagnostica molecolare ci permette oltre alla determinazione qualitativa  di individuare il genotipo, cioè di tipizzare, il tipo di virus HPV anche in campioni la cui carica patogena sia molto bassa. Ricordiamo che l’elevata sensibilità di queste metodiche permette di formulare una diagnosi precisa.

IDROSSIPROLINURIA

 

L’idrossiprolina è un aminoacido che costituisce la struttura del collagene di vari tessuti, principalmente di quello osseo;poiché la distruzione del collagene dell’osso comporta liberazione di idrossiprolina questo test viene utilizzato quale indice di aumentato riassorbimento osseo. La sua escrezione si verifica a livello urinario.

IGA SALIVARI

 

Costituiscono una sottoclasse delle IgA e la loro ricerca in laboratorio viene utilizzata come parametro funzionale dell’immunità mucosale. Per certo si sa che il fumo faccia diminuire il livello anticorpale delle IgA salivari.

IGD

 

Costituisce una delle classi  delle immunoglobuline, cioè di proteine ad attività anticorpale che circolano nel siero. Le IgD rappresentano insieme alle IgM, le immunoglobuline predominanti sulla superficie dei linfociti B umani. Aumentano nelle collagenopatie, nell’epatopatia  cronica e nel mieloma IgD.

IGG-4 DERMATOPHAGOIDES FARINAE

 

La diagnostica allergologica prevede, oltre al dosaggio delle IgE totali e specifiche per un vastissimo pannello di allergeni, anche il dosaggio delle IgG4 per alcuni allergeni più specifici come il D1 e il D2 ( dermatoph. Farinae e pteroniss.) in quanto queste frazioni proteiche non seguono la via di attivazione classica ma vengono definite " non IgE mediate" .Tuttavia il loro ruolo non è ancora a tutt’oggi ben specificato.

IGG-4 DERMATOPHAGOIDES PT.

 

Per IgG4-D2 vedi articolo "IgG4-D1"

IMMUNOCOMPLESSI CIRCOLANTI

 

Gli immucomplessi che circolano nel siero sono costituiti da anticorpi legati ad antigeni ed un loro aumentato livello si riscontra in diverse patologie quali l’artrite reumatoide, il lupus eritematosus sistemico, le vasculite e la sclerodermia. In queste malattie i  livelli dei CIC sono correlati con lo stato della  patologia.

IMMUNOELETROFORESI

 

In questa determinazione si associa la migrazione elettroforetica alla precipitazione mediante antisieri spacifici. Con questo test si determina la natura di immunoglobuline anomale ( gammopatie monoclonali) caratterizzandone anche la classe delle catene pesanti e leggere.

IMMUNOELETTROFORESI URINARIA

 

Si tratta della stessa tecnica di determinazione per la ricerca di proteine anomale applicata al siero. Per quanto riguarda il campione urinario, le moderne e più sensibili tecniche laboratoristiche evitano di dover concentrare il campione.

IMMUNOGLOBULINE IgA
 

Le immunoglobuline sieriche  IgG,IgA,IgM sono proteine ad attività anticorpale presenti in circolo e sono prodotte dai linfociti B in risposta ad uno stimolo antigenico andando quindi a costituire i fattori dell’immunità umorale.Aumenti dei livelli sierici si riscontrano in ipergammaglobulinemie policlonali di varia natura  o in gammopatie monoclonali quali il mieloma, leucemia linfatica cronica, macroglobulinemia. Diminuzioni si possono avere nei deficit dell’immunità umorale congenita o acquisita o associati ad infezioni respiratorie recidivanti.

IMMUNOGLOBULINE IgG

   

IMMUNOGLOBULINE IgM

   

INSULINA POST PRANDIALE

 

Determinazione sierica del livello di insulina su un prelievo effettuato dopo pasto, sia mattutino che giornaliero.

INSULINEMIA

 

L’insulina è un ormone sintetizzato dalle cellule beta delle isole pancreatiche e la sua secrezione viene regolata da numerosi fattori tra i quali risulta fondamentale il glucosio il cui livello ematico è proprio regolato da questo ormone con funzione ipoglicemizzante. La produzione di insulina viene inibita da sostanze quali adrenalina e noradrenalina ed in seguito a digiuno.

ISOCITRATO DEIDROGENASI

 

L’isocitratodeidrogenasi sierica comprende isoenzimi di origine epatica ed in minor misura di origine miocardia. Ai fini diagnostici hanno un comportamento analogo a quello delle transaminasi per cui come test di laboratorio viene scarsamente richiesto.

ISOENZIMI DELLA FOSFATASI ALCALINA

 

La fosfatasi alcalina presente nel siero è in realtà una miscela di enzimi che hanno origine ossea, epatica, biliare ed in quantità minima placentare. Essi costituiscono i cosiddetti isoenzimi che in laboratorio possiamo evidenziare quantitativamente con tecniche elettroforetiche che ci permettono la separazione delle singole frazioni.

ISOENZIMI LDH

 

L’enzima LDH, può attraverso l’elettroforesi, essere frazionato nei suoi diversi isoenzimi. Un aumento di LHD1 e LDH2 è indicativo di un possibile infarto miocardio, mentre LDH5 aumenta in caso di liberazione dal muscolo scheletrico.Tali frazioni possono aumentare in pazienti affetti da tumori in stato avanzato, riflettendone lo sviluppo della massa tumorale.

ISTAMINA
 

E’ una molecola presente in diversi tessuti , quali il polmone, la cute, e la mucosa gastrointestinale. Provoca numerosi effetti biologici a seguito della sua liberazione nel torrente circolatorio su azione di mediatori chimici specialmente nei fenomeni allergici dove provoca broncospasmo e a livello cutaneo le conosciute reazioni orticarioidi.

LAK (Lupus Anti-coagulante)

 

La LAC è una immunoglobulina in grado di inibire la coagulazione e si può ritrovare in pazienti affetti da LES  o da altre malattie autoimmuni  o in donne in gravidanza per evidenziare una certa predisposizione alla  ipercoagulabilità  che può portare a casi di poliabortività.

LAP (Leucin amino peptidasi)

 

La leucina aminopeptidasi( LAP) è un enzima presente nelle cellule della mucosa intestinale e nel pancreas; la sua ricerca nel siero non riveste oggi molta importanza ai fini diagnostici, benché si riscontrano livelli aumentati nelle ostruzioni delle vie biliari e nelle neoplasie epatiche e pancreatiche.

LDH (LATTICO DEIDROGENASI)

 

La lattato deidrogenasi ( LDH) è un enzima in grado di catalizzare la conversione dell’acido piruvico in acido lattico. Organi e tessuti di provenienza sono il miocardio, i muscoli scheletrici, fegato, globuli rossi e polmoni. Un moderato aumento del livello sierico può indicare infarto miocardio o polmonare, emolisi o distrofia polmonare.

LE TEST

 

Test di laboratorio che si esegue sul siero per la ricerca di eventuali anticorpi anti Cellule LE

LH (ORMONE LUTEINIZZANTE)

 

L’ormone luteinizzante ( LH) è una glicoproteina prodotta dall’ipofisi e nella donna adulta il suo livello sierico varia in rapporto al ciclo mestruale, raggiungendo il suo picco massimo nella fase ovulatoria dove l’LH stimola la produzione di progesterone da parte dello stesso corpo luteo

LINFOBLASTIZZAZIONE CON PHA

 

Si tratta di un test di trasformazione a cui si ricorre per seguire l’andamento di linfomi Hodgkin/non Hodgkin che consiste nello sfruttare la capacità che ha un prodotto vegetale, la fitoemoagglutinina, nel favorire un cambiamento mitogeno sui linfociti. In presenza di un adatto marcatore radioattivo se ne valuta l’incorporazione nel DNA dei linfociti attivati.

LINFOCITI B

 

Il conteggio nel sangue periferico ( vedi tipizzazione linfocitaria ) dei linfociti B (CD19) costituisve un valido aiuto diagnostico nella valutazione della loro maturità e nella diagnosi di leucemia cronica e prolinfocitica.

LIPASI

 

La lipasi è un enzima sintetizzato dal pancreas e secreto nel lume intestinale, dove scinde i trigliceridi in acidi grassi e glicerolo. Il suo dosaggio è ritenuto più specifico dell’amilasi nelle flogosi pancreatiche e il livello sierico della lipasi rimane più elevato nel tempo.

LIPEMIA

 

Il dosaggio dei lipidi totali del siero attualmente non costituisce più un test che possa fornire notizie utili  sulla situazione lipemica di un soggetto, in aggiunta alle determinazioni più specifiche di colesterolemia totale e HDL e di trigliceridemia.

LIPIDOGRAMMA
 

Test ormai scarsamente utilizzato, in cui si eseguiva il frazionamento elettroforetico delle proteine veicolanti i lipidi nel plasma, ottenendone dei dati quantitativi in base alla loro mobilità elettroforetica.

LIPOPROTEINA A

 

La lipoproteina (A) è una cosidetta variante genetica delle beta lipoproteine con un suo proprio metabolismo. Eventuali livelli plasmatici elevati di Lpa sembrano correlati  con un maggior rischio di malattie cardiovascolari aterotrombotiche dovute alla presenza di particelle di Lpa che raggiungono i piccoli vasi  arteriosi.

LISOZIMA

 

Il lisozima è un enzima idrolitico prodotto dai leucociti con attività macrofagica. La sua concentrazione sierica dipende quindi unicamente dal pool cellulare circolante e risulta aumentata in tutti i tipi di leucemia.

LITIEMIA (Farmaci)

 

Il controllo del livello plasmatico del litio deve essere effettuato sempre a distanza di tempo determinato e fisso  dall’ultima dose assunta per poter avere un preciso significato terapeutico nella cura  di patologie depressive.

MAGNESIEMIA
 

Il magnesio è un elettrolita presente all’interno delle cellule e che influenza le risposte neuromuscolari;  il suo livello sierico aumenta nell’insufficenza renale, mentre può diminuire nella diarrea cronica , nell’etilismo ed a seguito di trattamenti con diuretici.

MAGNESIURIA

 

Si tratta di un test scarsamente utilizzato ai fini diagnostici la cui escrezione urinaria può aumentare nell’insufficienza renale e durante un esagerato apporto di sali di magnesio

MALARIA (RICERCA MICR.PLASMODI)

 

Il plasmodio della malaria è un parassita che viene trasmesso nell’uomo generalmente attraverso la puntura di zanzare. La sua identificazione di laboratorio viene eseguita con l’esame microscopico dopo colorazione di strisci o preparati di sangue periferico, in quanto il " plasmodium " lo ritroviamo negli eritrociti infetti.

MAPPA CROMOSOMICA

 

L’esecuzione del  cariotipo (mappa cromosomica) dei genitori viene solitamente richiesta in presenza di aborti ripetuti o quando sono presenti anomalie cromosomiche sul materiale abortivo.La mappa cromosomica è un test che analizza i cromosomi per valutane il numero e la corretta struttura, in quanto ogni individuo in ogni cellula possiede 46 cromosomi  (tratti di DNA) che contengono tutte le informazioni genetiche necessarie alla cellula.

MCA (ANTIG. CARBOIDRATICO MUCINOSO)

 

Un possibile strumento diagnostico del cancro della mammella è rappresentato dal marcatore MCA.Possiede una buona specificità, mentre,  come altri antigeni mucini, mostra una sensibilità non molto elevata poco adatta ad individuare gli stadi precoci di questa patologia. Valori sierici elevati sono correlati con lo stadio della malattia.

METADONE URINARIO

 

Il metadone è un oppioide completamente di sintesi molto usato nei programmi per la disintossicazione e/o il mantenimento delle persone " dipendenti" da oppiacei. In laboratorio i suoi livelli vengono monitorati su campioni urinari.

METAEMOGLOBINA

 

La metaemoglobina è una emoglobina caratterizzata dal fatto che non è attiva nel trasporto di ossigeno ai diversi tessuti per cui aumentati livelli di concentrazione nel sangue in rapporto alla emoglobina totale, può causare fenomeni di ipossia, cefalea, nausea in soggetti esposti a livello industriale a composti metaemoglobinizzanti del tipo anilina e nitrobenzene.

MICETI RICERCA COLTURALE

 

Il dosaggio nelle urine viene effettuato su soggetti esposti professionalmente a questo metallo il cui assorbimento può avvenire attraverso inalazioni di polveri o fumi nelle lavorazioni presso industrie metallurgiche o chimiche

MICOPLASMA

 

Il Mycoplasma Hominis è un micoplasma che può determinare delle infezioni vaginali, cervicali e tubariche e dato che la sintomatologia di queste infezioni è talvolta scarsa, la diagnosi non sempre è immediata. La ricerca di questi germi patogeni che non sono né batteri ,né virus, bensi’ delle forme mutate, avviene attraverso l’esecuzione di tamponi cervico-vaginali e su liquido seminale.

MICOPLASMA IgG-IgM

 

L’infezione da Micoplasma ha una incidenza significativa per le vie respiratorie nei neonati, ma soprattutto nelle colonizzazioni delle alte vie genitali delle donne in gravidanza. Oltre alla ricerca diretta mediante coltura del secreto vaginale, si possono individuare su siero gli anticorpi IgG  e IgM.

MICRO ALBUMINURIA

 

Il test della microalbuminuria risulta essere un valido aiuto diagnostico per quei soggetti  che potranno andare incontro ad una insufficienza renale in quanto più sensibile delle strisce reattive per la ricerca di albumina urinaria che risulta  positiva solo per concentrazioni superiori ai 200 mg/24h.

MICRODELEZIONE CROMOSOMA Y

 

L’analisi in PCR delle microdelezioni del braccio lungo  del cromosoma Y viene eseguita nella valutazione dell’infertilità maschile in quanto esse sono associate spesso ad alterazioni della spermatogenesi. Tali delezioni sono cosi piccole da non poter essere rilevate da un classico esame del cariotipo

MINERALOGRAMMA

 

Il mineralogramma è una biopsia di un tessuto molle che serve a determinare i livelli dei minerali. Il capello è classificato come tessuto molle del corpo e la sua analisi fornisce una lettura del deposito dei minerali essenziali nelle cellule e negli spazi interstiziali del capello. Il campione di capelli deve essere prelevato nella zona retro-nucale. L’analisi è da considerare un test di screening e come tale non fornisce una diagnosi di malattia.

MONONUCLEOSI (MONOTEST)

 

In corso di mononucleosi infettiva , insieme agli anticorpi specifici , compaiono nel siero i cosidetti anticorpi eterofili. Il monotest su vetrino permette la ricerca rapida di questi anticorpi.

MIOGLOBINA

 

La mioglobina è un peptide  che lega e trasferisce ossigeno alla cellula muscolare. Il passaggio nel sangue di questa proteina  è indice di distruzione muscolare ( sia muscolo scheletrico che miocardio). Il suo dosaggio costituisce un indice precoce nell’infarto miocardio in quanto il suo livello sierico aumenta dopo le prime 2 ore.

MONONUCLEOSI (PAUL BUNNEL TEST)

 

Il Paul-Bunnel test si utilizza per la ricerca degli anticorpi ( IgM) esterofili nel siero di pazienti in cui si sospetti una mononucleosi , in quanto in tali soggetti è presente una agglutinina (anticorpo) riscontrabile a seconda della durata della malattia.

MORFINA

 

Acaloide dell’oppio, i cui sali, agendo sul sistema nervoso centrale, agiscono da potenti sedativi e da stupefacenti. La morfina si estrae da una particolare pianta di papavero per mezzo di incisioni da cui sgorga un lattice denso che contiene i principi attivi della pianta. ra i derivati più comuni si segnala la codeina e la tristemente nota eroina.

MUCOPROTIDEMIA

 

La mucoproteina ( alfa 1 glicoproteina acida) è una proteina sintetizzata dal fegato che costituisce uno degli indici sierologici  il cui valore ematico può essere aumentato in tutte quelle malattie flogistiche in fase attiva.

NEFA
 

La valutazione dei NEFA (acidi grassi liberi non esterificati) può assumere importanza nella valutazione delle dislipemie associate al diabete mellito. I suoi livelli circolanti possono aumentare durante un digiuno, nell’ipertiroidismo, nell’alcolismo cronico e nella sindrome di Cushing.

NIKEL EMATICO

 

Soggetti professionalmente esposti  inalano polveri e fumi contenenti questo metallo, specie nel settore metallurgico, in galvanotecnica e nell’industria chimica. La quota di Nichel assorbita con tale esposizione può essere oggetto di controllo nella medicina del lavoro.

NIKEL URINARIO

 

Il dosaggio nelle urine viene effettuato su soggetti esposti professionalmente a questo metallo il cui assorbimento può avvenire attraverso inalazioni di polveri o fumi nelle lavorazioni presso industrie metallurgiche o chimiche

NORADRENALINA URINARIA

 

Una delle catecolamine prodotte dalla sostanza midollare del surrene. La noradrenalina deriva dall’amicoacido fenilalanina, viene metabolizzata ed i suoi prodotti finali escreti con le urine in forma di acido vanilmandelico. Il dosaggio urinario si esegue su un campione delle 24 ore.

NSE (ENOLASI NEURONE SPECIFICA)

 

L’NSE è un enzima prodotto dal sistema nervoso centrale e periferico e dal tessuto neuroendocrino. Trova impiego per la diagnosi e per il monitoraggio dei neuroblastomi, per i quali ha un’alta sensibilità ed una buona specificità, mentre possiede una bassa sensibilità per i carcinomi bronchiali.

NUMERO DI DIBUCAINA

 

La valutazione del Numero di Dibucaina permette di  ridurre al minimo il rischio  operatorio dovuto alla somministrazione di  sostanze nell’induzione dell’anestesia che può provocare , in mancanza di tale enzima , una depressione respiratoria.

OMOCISTEINA
 

L’omocisteina è un aminoacido che rappresenta un nuovo fattore di rischio per l’aterosclerosi ed in particolare per le patologie coronariche. Aumentati livelli ematici di omocisteina si riscontrano in soggetti che presentano un alterato metabolismo di questo aminoacido con un conseguente aumentato rischio di malattia aterosclerotica.

OSSALEMIA

 

Questo acido forma cristalli idrosolubili i cui sali di calcio ( ossalati ) , possono causare calcolosi renale se accumulati in quantità eccessiva. Tali ossalati hanno anche funzione anticoagulante.

OSSALURIA

 

Gli ossalati introdotti con la dieta vengono per la maggior parte eliminati come tali nelle urine e la loro escrezione, specie se la dieta risulta povera di calcio, tende ad aumentare con la presenza di patologie renali.

OSTEOCALCINA

 

L’osteocalcina è sintetizzata solo dalle cellule dell’osso chiamate osteoblasti e che provvedono alla costruzione dell’osso stesso, pertanto il suo livello sierico può essere indice della funzione della costruzione ossea, assai più affidabile dell’indice della fosfatasi alcalina ossea. L’osteocalcina risulta elevata nel morbo di  Paget , nell’ipertiroidismo e nell’osteoporosi.

PAP (FOSF. AC. PROSTATICA)
 

La fosfatasi acido prostatica o PAP è un enzima presente in concentrazioni elevate nel tessuto prostatico e la sua determinazione quantitativa, insieme al PSA, costituisce il marker di elezione nella diagnosi del carcinoma prostatico e delle sue metastasi, quando il tumore stesso ha superato la capsula prostatica.

PAP TEST

 

Il pap test è un esame che studia, con un particolare tipo di colorazione, la morfologia delle cellule sfaldatesi spontaneamente o asportate mediante prelievo tissutale. Viene praticato su diversi organi, ma è conosciuto dalla gran parte delle pazienti come test eseguito a livello vaginale, sulla cervice uterina e sull’endometrio.

PAPANICOLAU NELLE URINE

 

Studio microscopico di un sedimento urinario opportunamente fissato e colorato, secondo il metodo Papanicolau, che prevede una descrizione del materiale cellulare e di altri microrganismi patogeni eventualmente presenti.

PARACETAMOLO

 

Farmaco ad azione analgesica ed antipiretica, ma non antinfiammatoria, conosciuto da oltre un secolo. A dosaggi terapeutici, livelli quantizzabili nei test di laboratorio, risulta privo di effetti collaterali, con un rapporto efficacia/tollerabilità assolutamente unico.

PARATORMONE

 

Il paratormone è un ormone secreto dalle ghiandole paratiroidi e la sua azione fisiologica è correlata con quella della Vitamina D3 nel determinare l’omeostasi del calcio e del fosforo. Il suo livello sierico aumenta nell’iperparatiroidismo primario e secondario e nell’insufficenza renale cronica.

PCR (PROTEINA C REATTIVA)

 

Si tratta di una globulina presente nel siero di soggetti con patologie infiammatorie e così chiamata perché reagisce con il polisaccaride C dello Pneumococco; è indice di infezione acuta e nelle malattie reumatiche il suo dosaggio acquista importanza come indice di funzionalità terapeutica.

PEPTIDE C -URINARIO

 

Test scarsamente richiesto a fini diagnostici, il dosaggio urinario della escrezione del Peptide C, spesso da una indicazione più precisa della funzione endocrina nel corso delle 24 ore delle cellule beta pancreatiche.

PEPTIDE-C

 

Il dosaggio del Peptide C riveste particolare importanza nella valutazione della funzionalità delle cellule beta del pancreas, da dove viene secreto, in pazienti diabetici trattati con insulina. Tale test risulta più attendibile del dosaggio dell’insulina in quanto il Peptide C  ha una emivita  molto più lunga con conseguente maggiore stabilità dei livelli sierici.

PHI (FOSFOESOSOISOMERASI)
 

Il PHI (fosfoesosoisomerasi) è un enzima che catalizza una reazione di isomerizzazione del  fruttosio-6-fosfato, trasformandolo in glucosio- 6-fosfato; il tutto a livello epatico. Test di laboratorio ormai di scarso significato clinico, può evidenziare aumentati livelli di questo enzimain corso di metastasi epatiche.

PIASTRINE

 

Le piastrine sono cellule anucleate presenti nel sangue circolante e nella milza. Originano dal midollo osseo ed hanno una sopravvivenza media di 10 giorni. Intervengono in tutti i processi di emostasi attraverso reazioni sequenziali di adesione e aggregazione piastrinica primaria. La loro conta si effettua con l’esecuzione automatica dell’emocromo.

PIOMBEMIA

 

Il dosaggio del piombo ematico si effettua unicamente per il controllo di soggetti  esposti per lavoro al metallo. Il piombo infatti penetra nell’organismo per via digestiva o inalatoria, depositandosi nel fegato , nel rene e soprattutto nell’osso. All’intossicazione che da luogo al saturnismo sono soggetti operai che lavorano il piombo,le vernici   o tipografi.

PIOMBO NELLE URINE

 

Insieme a quello ematico il dosaggio del piombo urinario rappresenta il test più usato per monitorare un eventuale assorbimento del metallo da parte di soggetti esposti. Sarebbe preferibile eseguire il test su un campione delle 24 ore.

PIRUVATO- CHINASI ERITROCITARIA

 

Una ridotta attività di questo enzima che produce ATP cioè energia comporta lesione sulla parete delle emazie che catturate dalla milza e dal fegato, vengono fagocitate e provoca nei soggetti che soffrono di questa patologia , anemia emolitica con ittero e splenomegalia

PORFIRINE TOTALI URINARIE

 

Le porfirine costituiscono la struttura che , chelata al ferro, va a formare il gruppo eme ed insieme alle proteine specifiche costituiscono l’emoglobina e la mioglobina. La loro sintesi avviene a livello degli eritroblasti e degli epatociti ed il catabolismo consiste nell’escrezione urinaria di acidodeltaaminico levulinico e porfobilinogeno. I loro livelli di escrezione risultano aumentati nel corso di porfirie,infarto miocardio ed insufficienza epatica.

POTASSIEMIA

 

Il potassio è il principale elettrolita intracellulare la cui forma ionica determina l’attività elettrica di membrana da cui dipende l’eccitabilità delle cellule muscolari striate, lisce, miocardiche e nervose. L’equilibrio cellulare del K viene mantenuto per mezzo di un trasporto attivo, la pompa Sodio-Potassio, tra l’interno e l’esterno della cellula. Tale elettrolita viene introdotto mediante diete ed eliminato per via renale.

POTASSURIA

 

La determinazione del potassio urinario, in genere richiesta insieme a quella del sodio, avviene su un campione di urine delle 24 ore. Una aumentata escrezione si può avere nell’iperaldosteronismo primario e secondario, nell’alcalosi metabolica ed in trattamenti farmacologici con cortisonici.

PREGNANDIOLO URINARIO

 

E’ un metabolita urinario del progesterone il cui test di laboratorio è ormai in disuso. Per il controllo dell’avvenuta ovulazione si ricorre al dosaggio sierico del progesterone, anche perché per il pregnandiolo occorreva la raccolta delle 24 ore.

PRIME TEST (110 ALIMENTI)
 

Si tratta del primo esame completo per la scoperta di allergie alimentari nascoste ed evidenzia alimenti e sostanze chimiche che possono danneggiare l’organismo. Consiste in un semplice prelievo di sangue che viene messo a contatto con 110 microscopici  alimenti, rilevandone eventuali interferenze metaboliche che il sistema immunitario ha segnalato.

PRIME TEST (50 ALIMENTI)

   

PRIMIDONE (Farmaci)

 

Si tratta di un farmaco, somministrato oralmente a rapido assorbimento con proprietà anticonvulsivanti e sedative. A livello del fegato viene metabolizzato a Fenobarbital ed in laboratorio è possibile controllare i suoi livelli sierici onde regolarne il dosaggio.

PRIST (IGE TOTALI)

 

Il Prist è il metodo radioimmunologico utilizzato per valutare i livelli sierici di immunoglobuline totali di tipo E nei pazienti in cui si sospetti una genesi allergica, dovuta alla produzione di istamina. E’ opportuno chiarire che un valore normale di IgEnon esclude un’allergia, per cui si consiglia, su parere medico, il dosaggio delle IgE specifiche o Rast.

PRL (prolattina)

 

La prolattina è un ormone prodotto dall’ipofisi che nella donna da inizio e mantiene la produzione del latte dopo il parto. Piccole quantità sono presenti anche nel siero del maschio. Nella donna in amenorrea , ma non in gravidanza, valori molto elevati di prolattina indicano con molta probabilità una neoplasia (prolattinoma) Durante la gravidanza la prolattina aumenta notevolmente prima del parto per poi normalizzarsi in circa 3 mesi se allatta.

PRODOTTI DEGRADAZIONE FIBRINOGENO

 

Nel caso in cui le proporzioni tra fibrina e fibrinogeno siano alterate, la plasmina può demolire il fibrinogeno dando luogo a frammenti ( prodotti di degradazione del fibrinogeno) che non solo non sono in grado di formare il coagulo, ma interferiscono con il processo di coagulazione. Livelli molto elevati di FDP si riscontrano in corso di  coagulazione intravascolare disseminata.

PROGESTERONE

 

Il progesterone è un ormone secreto dal corpo luteo, assente nella fase follicolare del ciclo e che appare appena prima dell’ovulazione, aumentando i suoi livelli sierici durante la fase luteinica. Nella donna in età fertile costituisce insieme ad altri test come il 17B estradiolo un buon indicatore del corretto andamento del ciclo. Questo ormone aumenta notevolmente durante la gravidanza.

PROTEINA BENCE JONES

 

La proteina di Bence-Jones è una proteina rappresentata da una catena leggera K o Lambda che può essere presente nelle urine ed indirizzare verso una diagnosi di mieloma multiplo ( in circa il 70% dei casi). In caso di positività è opportuno la confermacon elettroforesi o immunoelettroforesi.

PROTEINA C COAGULATIVA

 

Si tratta di una proteina ad azione anticoagulante presente nel plasma, la cui carenza viene associata a ricorrenti fenomeni di trombosi venosa ed embolia polmonare, specie in soggetti giovani. Carenza acquisita di Proteina C coagulativa può essere associata a patologie epatiche.

PROTEINA C REATTIVA QUANTIT.

 

La proteina C reattiva costituisce uno dei cosiddetti – reagenti della fase acuta - . Questa proteina compare nel siero in ogni patologia di natura infettiva o in processi infiammatori acuti o moderati. Il test non riveste uno specifico significato diagnostico, in quanto troppo generico.

PROTEINA CATIONICA EOSINOFILI

 

In soggetti sofferenti di asma di grado più o meno elevato, a livello tissutale sono presenti numerosi eosinofili che rilasciano proteine specifiche come  la ECP. La misurazione nel siero del livello della Proteina Cationica degli Eosinofili costituisce un test utile per valutare l’entità della reazione infiammatoria e per monitorare la posologia del trattamento farmacologico.

PROTEINA S COAGULATIVA

 

Trattasi di una proteina funzionante da cofattore all’azione anticoagulante della Proteina C presente nel plasma la cui frazione funzionalmente attiva è la forma libera. La carenza di tale proteina può essere ereditaria o acquisita, quest’ultima specie in gravidanza ed è associata ad alto rischio di eventi trombotici venosi.

PROTEINURIA

 

Con il termine di proteinuria si indica la presenza nelle urine di proteine tipiche del plasma. La presenza occasionale di queste proteine urinarie può essere dovuta a diverse situazioni che non devono allarmare il paziente , come per   esempio sforzi fisici, febbre, colpi di calore. La proteinuria permanente sta ad indicare , invece, un danno della funzionalità renale da approfondire per mezzo di altre indagini sia cliniche che strumentali.

PROTIDEMIA TOTALE

 

Le proteine sieriche totali rappresentano più frazione proteiche di origine diversa ( gran parte prodotte dal fegato) e con funzioni diverse. Il loro livello aumenta in seguito a disidratazione o per Gammopatie monoclinali; possono diminuire in stati di denutrizione, in patologie nefrosiche ed in gravi epatopatie.

PROTIDOGRAMMA

 

Mediante elettroforesi  si può ottenere la separazione delle diverse componenti proteiche e la loro determinazione quantitativa. Il protidogramma evidenzia l’albumina,le alfa 1, le alfa 2 , le beta e le gamma globuline ( IgG,IgA,IgM).

PSA (ANTIG. PROST.SPECIF.)

 

Il PSA( antigene prostatico specifico) è un enzima prodotto dall’epitelio del dotto prostatico che oltre a far parte del liquido che accompagna gli spermatozoi , assume un’importanza clinica rilevante nella diagnosi del carcinoma della prostata, essendo un marcatore organo-specifico.

PSA FREE

 

Con il termine di PSA-free si indica una glicoproteina (PSA) presente nel sangue in forma libera. E' presente nel tessuto prostatico sia in condizioni di normalità che di iperplasia o di neoplasia, risulta utile associato agli altri esami per il monitoraggio dei tumori della prostata. Utile il rapporto tra PSA e PSA-free che normalmente non deve superare lo 0.20 %.

PT (TEMPO DI PROTROMBINA)

 

Il PT misura il tempo necessario alla formazione del coagulo di fibrina nel campione di plasma in esame opportunamente trattato, la sua determinazione permette di valutare la funzionalità della via estrinseca e comune della coagulazione; un ulteriore impiego in campo clinico del PT è quello relativo al monitoraggio di terapie anticoagulanti con dicumarolici. Un PT aumentato indica un tempo prolungato di coagulazione.

PTH (INTERA MOLECOLA)

 

Un test immunoradiometrico ( IRMA ) ci consente di ottenere una esatta misura del livello sierico del paratormone intatto, rispetto alle metodiche Ria. Questo perché una volta secreto dalle paratiroidi , l’ormone viene degradato  in frammenti mentre la forma biologicamente attiva, cioè il PTH intatto,  possiede una emivita breve.

PTT (TEMPO DI TROMBOPLASTINA

 

Valuta come il PT il tempo necessario alla formazione del coagulo di fibrina ma con trattamento del campione plasmatico differente, ciò permette di valutare in questo caso la via intrinseca e comune della coagulazione; anche il PTT serve a monitorare terapie anticoagulanti, effettuate in questo caso con eparina.

RADICALI LIBERI

 

Sono molecole instabili in quanto hanno un elettrone spaiato disponibile a legarsi con altre molecole. I radicali liberi si formano all’interno delle nostre cellule in quelle centrali energetiche chiamate mitocondri. Nel corso degli anni queste molecole si accumulerebbero a svolgere una potente azione ossidante dannosa per quasi tutti i costituenti dell’organismo. In laboratorio con l’analisi dello Stress Ossidativo, si va a misurare nel sangue ( plasma , eritrociti e linfociti) sia il livello di sostanze antiossidanti che vanno ad interrompere la catene delle reazioni di unione dei radicali liberi, sia gli enzimi antiossidanti che distruggono direttamente i radicali liberi.

RAME NELLE URINE (CUPRURIA)

 

Questo tipo di test viene scarsamente utilizzato nel monitoraggio biologico dell’esposizione in quanto la dose assunta in caso di esposizione professionale risulta trascurabile nell’aumentare il livello di questo metallo essenziale assunto normalmente con la dieta.

RAST
 

Con il termine RAST si indica  un metodo radioimmunologico per la determinazione degli anticorpi IgE specifici verso un determinato antigene . Attualmente si dispone di una vasta gamma di antigeni da testare nella diagnosi di allergia atopica da utilizzare come alternativa ai test cutanei in vivo e in special modo per seguire i livelli di IgE specifiche durante il periodo di immunoterapia.

REAZ. DI GHEDINI (ANTI-ECHINOCOCCO) 

 

La reaz. di Ghedini è una reazione di fissazione del complemento utile nella diagnosi  di echinococcosi e una reazione positiva sta ad indicare una forma di cisti biologicamente attiva. Con l’asportazione delle cisti e la guarigione il titolo anticorpale scende progressivamente in modo variabile, mentre la negativizzazione  richiede molti mesi.

REAZ. DI WAALER ROSE

 

In circa il 60% di pazienti affetti da artrite reumatoide è presente un anticorpo IgM diretto contro le IgG con le quali forma degli immunocomplessi che possono essere messi in evidenza con questa reazione di agglutinazione. Da tenere in considerazione che eventuali reazioni positive a basso titolo si possono presentare anche in altre collagenopatie di soggetti anziani.

REAZ. DI WEIL-FELIX

 

La positività di questa sierodiagnosi non attesta una infezione da protei, che sono impiegati nella reazione quali antigeni, bensì una infezione da Rickettsie. La presenza di una risposta anticorpale si manifesta dopo 7-10 gg di malattia con titoli significativi.

REAZIONE DI RIVALTA

 

Test di laboratorio ormai non più usato per  la differenziazione tra essudati e trasudati, consistente nel far cadere una goccia in un cilindro con una soluzione di acido acetico ed osservando il formarsi di una nube anulare tipo fumo di sigaretta che dimostrava che si trattava di essudato.

RENINA IN CLINOSTATISMO

 

La renina è un enzima prodotto a livello di strutture renali e che attraverso successivi processi biologici esercita una discreta attività  vasocostrittrice. Valori elevati di questo enzima si riscontrano in pazienti con ipertensione da stenosi ed in malattie renali; valori diminuiti si riscontrano prevalentemente in persone anziane, diabetici o in insufficienza renale.

RENINA IN ORTOSTATISMO

 

Dosaggio plasmatico che si esegue su un prelievo effettuato dopo che il paziente sia stato invitato a camminare per circa 45 minuti (in orto).

RESISTENZA ALLA PROTEINA C ATTIVATA

 

Si tratta di un test con il quale si determina la resistenza della proteina  Fattore V all’inattivazione da parte della proteina C attivata sia i soggetti non trattati che in pazienti in terapia anticoagulante orale o eparinica. La proteina Fattore V Leiden, insieme ad altre proteine palsmatiche è coinvolta nella formazione e nella regolazione della trombina.

RESISTENZE GLOBULARI

 

Quando le emazie immerse in soluzioni saline le cui concentrazioni vanno a decrescere, possono andare incontro ad emolisi qualora le emazie stesse presentino anomalie della morfologia e della composizione proteica della membrana. Oggi nella pratica del laboratorio il test riveste scarsa valenza diagnostica.

RETICOLOCITI

 

Il reticolocita è una cellula senza nucleo, diretto precursore del globulo rosso. Il conteggio dei reticolociti costituisce un indice dell’attività emopoietica del midollo osseo. Aumentano in caso di anemie acute o croniche e diminuiscono in caso aplasia midollare.

REUMA TEST

 

Il reuma test è una reazione di agglutinazione che può risultare positiva in caso di presenza del fattore reumatoide nel siero del paziente in esame, anche se tale test non risulta specifico in senso assoluto per la diagnosi di artrite reumatoide, in quanto positività si possono riscontrare in altre patologie.

RICERCA AG GIARDIA LAMBLIA

 

La Giardia (Lamblia) è un parassita intestinale presente, secondo recenti studi, nel 4-5% di tutti i campioni fecali. La ricerca diretta dell’antigene viene eseguita in laboratorio mediante la tecnica dell’immunoenzimatica su un campione del mattino.

RICERCA BK COLTURALE ESPETTORATO

 

Dopo trattamenti di decontaminazione eseguiti sotto cappa e successive procedure di tamponamento, il campione di espettorato viene centrifugato e messo in coltura su appositi terreni di coltura a becco di clarino (Lowenstein-Jensen). Il campione rimane in termostato per circa 40 giorni osservando la crescita di eventuali colonie sospette di BK.

RICERCA BK COLTURALE URINE

 

Per ricerca BK colturale urine, vedi articolo " BK colturale"

RICERCA BK DIRETTA SPERMA  

   

RICERCA BK ESPETTORATO GENOTIPO

 

Oltre che mediante ricerca diretta su materiale trattato e colorato o attraverso la coltura, il BK sull’espettorato può essere messo in evidenza mediante la ricerca del genoma in PCR, abbreviando notevolmente i tempi di risposta e sfruttando al meglio la precisione del test.

RICERCA BK URINARIO GENOTIPO

 

Abbreviando notevolmente i tempi di risposta e l’accuratezza della stessa, su un campione urinario della mattina si va a cercare il genoma del BK utilizzando la metodica della PCR.

RICERCA CLAMIDIA TRACHOMATIS

 

Ricordiamo che la Clamidia Trachomatis è un organismo virale capsulato, parassita intracellulare obbligato, gram negativo. Negli ultimi anni l’infezioni sostenute da essa sono diventate sempre più frequenti specie come microrganismo implicato nelle infezioni a trasmissione sessuale o in quelle del neonato come congiuntiviti, polmoniti o otiti che avvengono durante il passaggio nel canale vaginale. La ricerca della Clamidia in diversi materiali biologici si basa sull’osservazione microscopica, sull’esame colturale e sulla ricerca antigenica diretta mediante PCR, metodica che risulta essere di gran lunga più specifica.

RICERCA COLTURALE BK SPERMA

 

Su terreno specifico e dopo trattamento decontaminante, si esegue una semina del campione di liquido seminale. Si lascia in termostato il campione osservando l’eventuale crescita di colonie sospette di BK. 

RICERCA DEGLI EOSINOFILI

 

Oltre che sul classico striscio di sangue periferico, la ricerca degli eosinofili, una delle classi dei leucociti, pùò essere effettuata su diversi materiali biologici. Sulla secrezione nasale, su espettorato e sulle feci si eseguono degli strisci che poi colorati con il May-Grunwald, vengono osservati al microscopio. Una eosinifilia si riscontra in diverse patologie , tra cui malattie allergiche, malattie cutanee, malattie parassitarie o infettive.

RICERCA DEL SANGUE OCCULTO

 

La ricerca si esegue su un campione del mattino e l’eventuale positività del test deve spingere il medico curante ad approfondire le cause mediante indagini radiologiche o endoscopiche del tratto gastro-duodenale o del grosso intestino  (ulcere , polipi, neoplasie)

RICERCA DIRETTA BK ESPETTORATO

 

Su un campione di espettorato, possibilmente proveniente dai foci bronchiali, si esegue uno striscio che poi fissato e colorato con soluzione di Kinyoun-Gabett viene osservato al microscopio alla ricerca del BK, bacillo alcool-acido resistente.

RICERCA DIRETTA BK URINE

 

Sul campione urinario centrifugato e fissato si effettua una colorazione detta di Kinyoun-Gabett alla ricerca microscopica di microrganismi cosidetti alcool-acido resistenti tra cui il BK, responsabile della patologia tubercolare.

RICERCA GENOMA CLAMIDIA

 

La Clamidia è un organismo procariota, Gram negativo parassita intracellulare obbligato e responsabile di malattie trasmissibile attraverso contatto sessuale e molto frequente tra i giovani. Data l’elevata percentuale di situazioni asintomatiche in caso di infezione, risulta di notevole importanza poter diagnosticare in laboratorio la presenza della Clamidia in campioni provenienti dalla cervice uterina, dall’uretra del maschio, dal liquido seminale o dall’urina. La tecnica della PCR ci consente di cercare il genoma in tutti questi materiali.

RICERCA GENOMA HERPES GENITALIS

 

Mediante PCR  effettuata su un campione di materiale vaginale è possibile determinare la presenza del genoma del virus Herpes Simplex di tipo 2. La sensibilità e la precisione del test rendono questa tecnica di laboratorio ormai quasi di routine in campo ginecologico.

RICERCA GONOCOCCO

 

La ricerca del gonococco ( Neisseria gonorrheae), agente eziologico della sifilide, avviene in laboratorio in maniera diretta analizzando al microscopio materiale proveniente da secrezioni, fissato e colorato, oppure mediante coltura su piastre selettive di materiali prelevati mediante tampone.

RICERCA MENINGOCOCCO

 

La Neisseria meningitidis è un piccolo diplococco Gram-negativo che al microscopio, spesso si presenta a coppie ed è il responsabile della meningite cerebrospinale. Il suo principale isolamento avviene al livello del distretto rinofaringeo ed in laboratorio si utilizzano terreni specifici e selettivi per il suo isolamento e prove biochimiche per la sua esatta identificazione.

RICERCA ROTAVIRUS SU FECI

 

Nella maggior parte delle gastroenteriti virali dei bambini , l’agente eziologico è il rotavirus che si diffonde per via oro-fecale con un periodo di incubazione di 2-3 giorni. Tale infezione è più frequente nei mesi invernali e risulta inutile un’antibiotico-terapia. In genere si ha una guarigione spontanea, anche se l’eliminazione del virus perdura per una diecina di giorni.

RICERCA SANGUE OCCULTO DIR.

 

La ricerca si esegue su un campione del mattino e l’eventuale positività del test deve spingere il medico curante ad approfondire le cause mediante indagini radiologiche o endoscopiche del tratto gastro-duodenale o del grosso intestino  (ulcere , polipi, neoplasie)

RICERCA TRICHOMONAS A FRESCO

 

La ricerca si può effettuare su campione fresco di secreto vaginale, uretrale e su urine. Il trichomonas vaginalis è frequente causa di vaginiti specialmente quando il pH vaginale è superiore a 5 . E’ prassi corretta che il test di ricerca venga effettuato anche sul partner sessuale.

RICERCA YERSINIA SU FECI

 

Appartenente al genere degli Enterobatteri, la Yersinia è un patogeno che può essere isolato a livello colturale dalle feci dell’uomo. Provoca patologie gastroenteriche e la specie trasmessa all’uomo dai roditori è conosciuta come Yersinia Enterocolitica.

SALICILEMIA

 

Il dosaggio in laboratorio della salicilemia su prelievi seriati può individuare un paio di situazioni cliniche: una possibile tossicità per ingestione di aspirina o un sovraddosaggio terapeutico o uno stato di allergia all’acido acetilsalicilico.

SCOTCH-TEST

 

Lo scotch-test rappresenta una metodica per la diagnosi di infezioni parassitarie intestinali sostenute dagli Ossiuri; si esegue applicando a livello della cute perianale una striscia di scotch trasparente che viene in seguito posta su vetrino ed esaminata al microscopio. Il fine è quello di verificare la presenza di uova o larve del parassita poichè esso migra durante la notte all'esterno dell'orifizio anale per deporre le uova.

SEROTONINA

 

La serotonina è un derivato del triptofano ed è contenuta in gran parte nelle piastrine. I suoi livelli sierici aumentati si possono riscontrare in sindrome carcinoide addominale, polmonare e nella fibrosi cistica. Diminuisce invece nel mongolismo.

SHBG

 

Circa il 90% degli estrogeni circolanti  sono legati a questa proteina  prodotta dal fegato e dato che la frazione di estrogeni biologicamente attiva è quella libera , il dosaggio dell’SHBG ci aiuta a determinare la quota legata ed a definire eventuali deficit di estrogeni.

SIDEREMIA

 

Il ferro costituisce uno dei principali oligoelementi presenti nell’organismo; nel plasma viene veicolato dalla tranferrina in forma ionica ed il suo livello è regolato dall’apporto dietetico, dal successivo assorbimento intestinale e dai suoi depositi. In un individuo normale sono presenti dai 3-5 g. di ferro.

SODIEMIA

 

Il sodio ( Na) costituisce il principale catione presente nel nostro organismo a sede extracellulare, che regola lo stato di idratazione tra l’ interno e l’esterno delle cellule. L’apporto giornaliero è esclusivamente attraverso l’alimentazione. Aumento del suo livello sierico si riscontra in seguito a disidratazione, iperaldosteronismo o patologie del sistema nervoso centrale.

SODIURIA

 

La sodiuria è la misurazione del contenuto di sodio nelle urine; per tale determinazione è necessario effettuare la raccolta delle urine delle 24 ore

SOMATOMEDINA C

 

La somatomedina o IGF-1 è un ormone che stimola essenzialmente la crescita ossea e aumenta a livello dei tessuti la captazione del glucosio. La sua concentrazione sierica varia con l’età ed il sesso ed è più elevata nella donna. Una sua riduzione si osserva nei casi di deficit ormonale somatrotropo ; costituisce un utile test di screening nei ritardi della crescita.

SPERMIOGRAMMA

 

Lo spermiogramma valuta il numero di spermatozoi presenti nel liquido seminale, la loro morfologia e la loro motilità; questo esame non rappresenta un metodo certo di valutazione di sterilità o fertilità, ma risulta comunque fondamentale nello studio della sterilità della coppia.

STREPTO-M TEST

 

E’ un test effettuato su siero che rivela la presenza di proteina antigenica di tipo M in soggetti eventualmente colpiti da infezione respiratoria da Streptococco Pneumonite.

STREPTOZYME TEST

 

In pazienti i cui si sospetti una infezione da streptococco di gruppo A, anche con un titolo streptolisinico nella norma, risulta utile richiedere questo test , in quanto si può evidenziare la presenza nel siero di 5 isoenzimi di tali streptococchi che dimostrano la positività del test, tra l’altro evidenziabile già dopo 8-10 giorni dalla sospetta infezione.

STRISCIO MAMMARIO

 

Si tratta di uno studio microscopico di materiale proveniente da secrezione mammaria opportunamente fissato e colorato, che permette di porre in evidenza eventuali anomalie morfologiche cellulari  e/o coilociti.

STRISCIO ORMONALE  

 
 

STRISCIO URETRALE

 

Prelievo del secreto uretrale effettuato soprattutto nel maschio  e generalmente eseguito per la ricerca intracellulare al microscopio, dopo fissazione e colorazione, del gonococco o di altri elementi patogeni come trichomonas, candida o gardnerella.

T3 (TRIIODOTIRONINA)

 

La triiodotironina o T3 è un ormone secreto dalla tiroide veicolato nel circolo sanguigno da proteine plasmatiche (TBG) e in parte presente come frazione libera (FT3), risulta ovviamente alterato principalmente in condizioni patologiche della ghiandola tiroide: aumentato in caso di ipertiroidismo, diminuito in caso di ipotiroidismo. Come nel caso del T4 anche il T3 può risultare alterato anche in altre condizioni non essenzialmente patologiche quali l’assunzione di alcuni farmaci e nella gravidanza.

T4 (TIROXINA)

 

Il T4 o tiroxina costituisce il principale ormone prodotto dalla tiroide, è presente nel sangue per la maggior parte legato a proteine di trasporto (TBG, TBPA, albumina) per una piccola parte libero (FT4); opportunamente modificato a livello molecolare il T4 da origine a composti metabolicamente attivi che esercitano a livello dei tessuti la loro specifica azione. In caso di ipertiroidismo si assiste ad un sensibile incremento dei livelli di tiroxina, mentre una sua diminuzione può essere indice di ridotta funzionalità tiroidea.

TAMP. AURICOLARE

 

In questo caso il campione viene prelevato dal condotto uditivo esterno

TAMP. OCULARE

 

Prevede la metodica descritta applicata alla zona oculare.

TAMP. OROFARINGEO

 

In questo caso il tampone viene eseguito a livello faringeo e tonsillare.

TAMP. URETRALE (COLT.LIQ. PROSTATICO)

 

Si pratica introducendo un tampone di dimensioni ridotte nel meato uretrale.

TAMP. VULVARE

 

Si esegue prelevando, mediante tampone, eventuali secrezioni presenti a livello vulvare.

TAMPONE (ESAME COLTURALE)

 

La metodica consiste nel prelevare con un tampone di ovatta sterile eventuali secrezioni presenti nella zona affetta; tali secrezioni, verranno seminate in seguito su appositi terreni di coltura al fine di favorire la crescita di eventuali organismi patogeni. L'identificazione del patogeno permetterà così la diagnosi precisa del tipo di infezione e se coadiuvata dall'antibiogramma la scelta di una terapia specifica.

TAMPONE DIFTERICO

 

In questo caso il tampone viene eseguito a livello faringeo e la semina del materiale prelevato viene fatta su specifico terreno di coltura.

TAMPONE LACRIMALE

 

Raccolta mediante tampone, di materiale secreto dal condotto lacrimale,per l’esecuzione di una coltura microbiologica alla ricerca di eventuali batteri o cocchi responsabili di infezioni oculari.

TAMPONE NASALE

 

Si pratica introducendo un tampone di dimensioni ridotte profondamente nella narice. Viene utilizzato per la ricerca del Meningococco.

TAMPONE PER GARDNERELLA

 

In questo caso il tampone viene eseguito a livello vaginale e la semina del materiale prelevato viene fatta su specifico terreno di coltura.

TAMPONE URETRALE

 

Si pratica introducendo un tampone di dimensioni ridotte nel meato uretrale, utile per la diagnosi di alcune malattie infettive sessualmente trasmesse.

TAS (TITOLO ANTISTREPTOLISINICO)

 

Il TAS rappresenta il livello di anticorpi antistreptococchi presenti nell'organismo. Il suo titolo si eleva in occasione di infezioni streptococciche acute, rappresentando quindi un indice diagnostico importante per la valutazione dell'eziologia dell'infezione.

TBG (TYROID BINDING GLOBULIN)

 

La TBG ( tyroxine binding globuline) è una proteina veicolante il 50% circa degli ormoni tiroidei in circolo, con una affinità funzionale maggiore per il T4. Il suo livello sierico aumenta nella gravidanza, per un eccesso di sintesi , nella neoplasia tiroidea o in tumori produttori di estrogeni.

TEMPO DI EMORRAGIA

 

Permette di valutare l’efficienza piastrinica dell’emostasi. Di solito viene determinata con la tecnica di Ivy, cioè praticando tre piccole incisioni sulla faccia volare dell’avambraccio dopo aver applicato al braccio una pressione costante di  40 mm di Hg. La goccia di sangue che fuoriesce viene asciugata con carta bibula e mano mano che le piastrine si accumulano diminuisce la goccia di sangue.

TEMPO DI HOWELL

 

Test di valutazione generale della coagulazione che dipende dai fattori plasmatici e dalle piastrine.Costituisce inoltre un test di sorveglianza in caso di terapia eparinica.

TEMPO DI RETRAZIONE DEL COAGULO

 

Il test in vitro consiste nel valutare il volume di siero espulso da 2 ml di sangue mantenuto a 37°C due ore dopo la formazione del coagulo. Tale fenomeno dipende dal numero e dalla funzionalità piastrinica e dalla concentrazione del fibrinogeno.

TEOFILLINA (Farmaci)

 

La teofillina è un farmaco molto usato nel trattamento prolungato dell’asma bronchiale, nell’insufficenza respiratoria e nelle broncopneumopatie croniche ostruttive , patologie verso le quali esercita un azione broncodilatatrice. Dosare il suo livello ematico durante la terapia è importante in quanto livelli elevati circolanti possono creare l’insorgenza di fenomeni tossici gravi.

TEST ALLO XILOSIO

 

Vedi xilosemia

TEST AL SYNACTHEN PER IL CORTISOLO

 

Dopo somministrazione di Synacthen, un farmaco che agisce sulla corteccia surrenalica, sotto controllo medico, si effettuano prelievi ad orario determinato per rilevare nel siero i vari livelli del cortisolo ed avere quindi una indicazione sulla funzionalità secretoria del distretto surrenalico. La somministrazione del farmaco può essere effettuata per via intramuscolare o endovenosa secondo le indicazioni del medico specialista.

TEST DELLE ROSETTE

 

Si può ricorrere al test delle rosette per individuare i linfociti T e B. Il test si basa sulla presenza di recettori variamente espressi per le immunoglobuline sulla membrana dei linfociti . Tale presenza è responsabile delle cosiddette rosette, cioè  di aderenze di emazie a cellule linfoidi.

TEST DI COOMBS

 

L’esame rivela la presenza di anticorpi antieritrocitari, autoanticorpi diretti contro le amazie dell’individuo che le produce. Esiste il Coombs indiretto che si esegue sul siero, ed il Coombs diretto che rivela la presenza di anticorpi o frazioni del complemento adesi ai globuli rossi.

TEST DI GRAVIDANZA

 

Questo test si esegue su urine ed è in grado di determinare la presenza di HCG intorno al decimo giorno di ritardo mestruale. Anche se è stato reso sensibile a sempre più basse dosi di HCG, tale test risulta meno preciso di quello eseguito su sangue.

TEST DI KERRY

 

Si tratta di un test di laboratorio ormai non più utilizzato per scopi diagnostici, tramite il quale era possibile mettere in evidenza la presenza residua di zuccheri non metabolizzati nelle feci, il che poteva indicare una alterato assorbimento a livello duodenale.

TEST DI NORDIN

 

Il test di Nordin consente di determinare l’escrezione urinaria di calcio e di idrossiprolina, escludendo l’influenza della dieta, della massa corporea e della funzionalità renale di ciascun paziente, utilizzando le seconde urine del mattino a digiuno. Per questo riveste la massima importanza seguire le modalità di raccolta del campione urinario.

TEST DI SIA

 

Test di laboratorio ormai desueto che si eseguiva per dimostrare l’aumentata presenza di proteine nel siero di soggetti  con la malattia di Waldestrom ; consisteva nel lasciar cadere una goccia di siero in 10 ml di acqua distillata in un provettone di vetro ed  osservando il formarsi di una nube di torbidità che scende verso il fondo.

TEST PER ECHINOCOCCO

 

Vedi reazione di Ghedini

TESTOSTERONE

 

Il testosterone è l’ormone responsabile della differenziazione maschile dei caratteri sessuali, la distribuzione dei peli, la barba, il timbro della voce, la forma dei genitali e la produzione di spermatozoi sono gli effetti principali della sua azione; i testicoli sono gli organi maggiormente responsabili della sua secrezione, ma anche la corteccia surrenalica e l’ovaio sono in grado di produrne. La produzione di testosterone viene influenzata dall’ipofisi mediante l’ormone luteinizzante (LH), che ne stimola la produzione da parte di alcune cellule del testicolo.

TESTOSTERONE LIBERO

 

Il testosterone circola nel sangue legato a molecole quali l’albumina e l’SHBG, la sua forma non legata, il testosterone libero appunto, rappresenta la quota di ormone immediatamente disponibile per il legame con le cellule bersaglio e rappresenta circa 1% del totale. Il livello ematico di testosterone presenta una variazione pulsatile e circadiana, ossia in relazione con l’alternarsi del giorno e della notte, la sua concentrazione risulta più elevata al mattino.

TINE TEST

 

Il Tine-test viene eseguito praticando una inoculazione a livello intradermico (cute superficiale), di solito sulla parte interna dell’avambraccio, di una sostanza contenente un derivato dei corpi batterici del Micobacterium, agente eziologico della tubercolosi. Il test ha lo scopo di evidenziare una reattività anticorpale nei confronti del bacillo tubercolare e viene interpretato a distanza di 48-72 ore dall’esecuzione. La positività del test non è diagnostica in senso assoluto di malattia tubercolare in atto, ma deve essere seguita da ulteriori accertamenti strumentali.

TIPIZAZZIONE HLA

 

Viene svolta per identificare le caratteristiche genetiche di un individuo per il sistema HLA (Human Leucocyte Antigens). La caratterizzazione degli antigeni HLA trova applicazione nella medicina legale, nell'associazione HLA-malattie, nella ricerca della compatibilità nei trapianti di organi solidi (rene, cuore, polmoni, cornea, ecc.) e, nei pazienti che necessitano di trapianto di midollo osseo la tipizzazione HLA svolge un ruolo determinante nell'individuazione nell'ambito familiare di uno o più consanguinei HLA-ABC e HLA-DR identici.

TIREOGLOBULINA

 

La tireoglobulina rappresenta oltre il 50% delle proteine totali prodotte dalla tiroide. Nei soggetti normali la tireoglobulina si trova in piccole quantità, mentre valori sierici elevati si riscontrano nell’ipertiroidismo, nel gozzo endemico e nelle neoplasie della tiroide. Occorre ricordare che valori elevati sono presenti nelle neoplasie benigne e che il vero interesse del dosaggio di questa proteina è rivolto alla diagnosi e al follow-up del carcinoma tiroideo ed alla valutazione dell’efficacia terapeutica.

TIREOTROPINA

 

La tireotropina (TSH) viene prodotta dall’ipofisi con il compito di aumentare la produzione degli ormoni tiroidei stimolando la tiroide a produrli; il TSH subisce a sua volta, con un meccanismo di feed-back negativo, la regolazione da parte degli ormoni tiroidei stessi il cui aumento ne inibisce la secrezione. La tireotropina viene inoltre liberata in seguito all’azione ipotalamica mediata dal TRH (ormone liberante la tireotropina) in grado di stimolare, in condizioni in cui sia necessario un aumento del metabolismo basale, l’ipofisi e quindi indirettamente la tiroide.

TITOLO ANTISTAFILOLISINICO

 

La determinazione nel siero del titolo antistafilolisinico risulta utile per la conferma di infezioni stafilococciche anche se bassi titoli anticorpali possono essere presenti nel siero in assenza di infezioni in atto.

TOXOPLASMOSI TEST (IGG-IGM)

 

La toxoplasmosi è una malattia a decorso favorevole e l’uomo si infetta per ingestione di alimenti contaminati da feci di gatto. E’ importante sottoporsi al test della ricerca degli anticorpi di tipo IgG ed IgM specie per le donne nelle prime settimane di gravidanza perché tale infezione può essere trasmessa dalla madre al feto.

TPA (ANTIG. POLIPEPTIDICO TISSUTALE)

 

Il TPA è una proteina dosabile nel sangue che costituisce un indice di proliferazione cellulare; la sua importanza in campo oncologico è dovuta al fatto che in corso di patologie tumorali i suoi livelli nel sangue possono aumentare in relazione alla velocità di accrescimento della neoplasia. Il TPA (antigene polipeptidico tessutale) è utile quindi nella fase di monitoraggio, quando è necessario valutare l’efficacia delle terapie o la comparsa di recidive in pazienti con tumori già diagnosticati. Non costituisce un dato attendibile in fase diagnostica.

TPHA

 

Come la VDRL il TPHA è un test di sreening per la sifilide, si esegue su sangue ed è in grado di evidenziare infezioni pregresse o in atto. La sua positività deve essere confermata con metodiche più specifiche quali la FTA-AB.

TRANSAMINASI SGOT (AST)

 

La glutammico-ossalacetico transaminasi (GOT) è un enzima presente in fegato, muscoli e miocardio (cuore), dove partecipa alla trasformazione degli aminoacidi in energia; in presenza di un danno cellulare a livello di uno di questi tessuti l’enzima si riversa nel circolo sanguigno determinando, in tale sede l’aumento della sua concentrazione. Epatopatie, malattie dei muscoli e l’infarto sono le cause principalmente correlate all’incremento della GOT nel sangue.

TRANSAMINASI SGPT (ALT)

 

La GPT (glutammico-piruvico transaminasi) risiede principalmente nelle cellule del fegato, la sua funzione è simile a quella della GOT e il suo incremento è  correlato alla presenza di danno epatico: da alcol, da infezioni virali, da farmaci, etc.

TRANSFERRINA

 

La transferrina e una proteina che trasporta il ferro all’interno dell'organismo, dagli organi di deposito ai tessuti, dall’intestino agli organi di deposito e al midollo. Ha un ruolo importante nella diagnosi differenziale delle anemie.

TRANSFERRINA INSATURA

 

La transferrina insatura (capacità ferro legante) rappresenta la quota di transferrina non legata al ferro, la sua determinazione è importante per la diagnosi delle anemia sideropeniche, in tali situazioni infatti la carenza di ferro determina una bassa saturazione della transferrina.

TRI TEST

 

Il tri-test viene eseguito sul sangue materno nel periodo tra la 15^ e la 17^ settimana e prevede il dosaggio di tre sostanze che vengono prodotte dal feto e dalla placenta durante la gestazione: HCG, alpha-fetoproteina, estriolo. Il test test ha lo scopo di calcolare il rischio di insorgenza di patologie cromosomiche e del tubo neurale, consentendo di approfondirne eventualmente la ricerca con una amniocentesi . Al tri-test si associa un controllo ecografico morfologico con lo scopo di definire cronologicamente il periodo di gestazione.

TRIGLICERIDEMIA

 

I trigliceridi rappresentano una quota dei lipidi (grassi) circolanti nel nostro sangue; sono introdotti nell’organismo attraverso l’ alimentazione e aumentano quando questa risulta particolarmente ricca di carboidrati e lipidi. Il nostro fegato può essere responsabile della formazione di una quota di trigliceridi con un meccanismo di produzione "endogena".

TROPONINA

 

La troponina fa parte del complesso proteico dell’apparato contrattile dei muscoli striati, ne esistono due tipi la troponina I e la troponina T. La loro concentrazione nel sangue è di norma molto bassa, ma possono elevare il loro titolo in occasione di danno del muscolo cardiaco. Le troponine I e T nelle isoforme cardiache possono essere quindi utilizzate come indicatore molto specifico e sensibile di danno miocardio.

TSH

 

Il TSH o ormone stimolante la tiroide è prodotto dall’iopofisi anteriore con lo scopo di aumentare qualora sia necessario l’attività della ghiandola tiroide e la produzione di ormoni tiroidei. Un aumento del TSH indica con più probabilità la presenza di ipotiroidismo primario o di un tumore ipofisario secernente (adenoma), la sua diminuzione si accompagna a ipertiroidismo o ad una disfunzione dell’ipofisi; risulta utile in questo caso il test al TRH , capace di differenziare le due condizioni.

UREAPLASMA

 

L'Ureaplasma urealyticum è un mycoplasma del genere Ureaplasma responsabile di infezioni localizzate principalmente all'apparato genito urinario e in alcuni casi alle vie respiratorie; la diagnosi può essere fatta mediante esame colturare di campioni prelevati dalle zone infette.

URICEMIA (URATO)

 

L’uricemia è la quantità di acido urico nel sangue, questa molecola rappresenta il prodotto finale del metabolismo delle proteine e il suo aumento è più spesso correllato ad un incremento dell’apporto dietetico di queste ultime. L’espressione classica dell’iperuricemia è la gotta, ossia l’accumulo di cristalli di acido urico nelle articolazioni con conseguente infiammazione locale. 

URICOSURIA

 

L'uricosuria costituisce la quantità di acido urico che viene eliminata dai reni con le urine, la determinazione viene fatta sulla raccolta delle urine delle 24 ore; vedi anche uricemia.

URINOCOLTURA

 

L'urinocoltura si esegue in caso di sospetta o evidente infezione delle vie urinarie e ha lo scopo di determinare il tipo di germe che ne è responsabile.

VCA IGG-IGM

 

La manifestazione più comune dell’infezione primaria dal virus di Epstein-Barr ( EBV ) è la mononucleosi contagiosa acuta. Sono noti diversi antigeni cellulari indotti da questo virus nelle cellule infettate e di conseguenzaa scopo diagnostico possiamo utilizzare diversi anticorpi: contro l’antigene virus capsidico (anti VCA) e sono le IgG che compaiono all’esordio dei sintomi clinici e persistono per tutta la vita e le IgM che indicano una infezione recente e compaiono poco prima delle IgG, restando in circolo per 4-6 settimane

VDRL

 

La VDRL è uno dei test utilizzati per valutare la presenza di infezione sifilitica. È importante sottolineare che il test è negativo nella sifilide primaria e negli stadi iniziali di quella secondaria e che risultati falsamente positivi possono aversi in corso di diverse patologie. Tutti i test positivi o debolmente positivi devono quindi essere confermati con un ulteriore test a più alta specificità: l' FTA-ABS.

VES
 

La VES rappresenta una misura della velocità con cui la parte corpuscolare del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) sedimenta, cioè si separa dal plasma (la parte liquida del sangue). Un aumento della velocità di sedimentazione indica la presenza di un processo infiammatorio in atto, sia acuto che cronico. Le variazioni nel tempo della VES possono anche essere utilizzate per monitorare il decorso di una malattia.

VITAMINA B12 (COBALAMINA)

 

Le migliori fonti alimentari di vit. B 12 sono gli alimenti di origine animale, principalmente fegato e carne. Viene prodotta anche dalla flora batterica intestinale. La principale funzione è quella di regolare la sintesi di emoglobina, la sua carenza provoca infatti una particolare anemia (perniciosa); la vit. B 12 è inoltre importante per la sintesi del DNA di tutte le cellule e per una buona funzionalità del sistema nervoso centrale e periferico.

VITAMINA D3

 

La sintesi della vitamina D3 avviene di norma a livello renale e la funzione principale di tale vitamina è il ruolo che essa riveste nel mantenere stabile la concentrazione del calcio ematico, aumentandone il suo assorbimento intestinale ogni volta che lo ione calcio dovesse diminuire.

VMA (ACIDO VANIL MANDELICO)

 

L’ acido vanil mandelico costituisce il principale metabolita delle catecolamine, la sua determinazione risulta utile qualora si sospetti la presenza di un feocromocitoma,  la determinazione viene effettuata sulla raccolta delle urine delle 24 ore. Alcune condizioni, quali ad esempio l’intenso esercizio fisico effettuato durante il periodo della raccolta delle urine, possono modificare i risultati del dosaggio.

WASSERMANN
 

Uno dei test in uso per la diagnosi di Sifilide; vedi anche VDRL, anticorpi anti-treponema FTA-ABS.

WIDAL-WRIGHT

 

Nella diagnosi di salmonellosi ha grande valore la ricerca sierologica che dimostra la presenza di anticorpi specifici nel siero testato dove una eventuale agglutinazione positiva può evidenziare gli antigeni specifici somatico O in caso di malattia, o gli antigeni flagellati H che persistono più a lungo dopo la malattia. A questo test è convenzionalmente associata la ricerca degli anticorpi specifici indicativi di una infezione da brucellosi. Se la sierodiagnosi è positiva a basso titolo è preferibile la ripetizione del test dopo 15gg.

XILOSEMIA
 

Determinazione dell'assorbimento intestinale dello xilosio (uno zucchero semplice ) mediante la valutazione della sua concentrazione nel sangue dopo l’assunzione orale. La xilosemia risulta generalmente ridotta nella celiachia florida. La tendenza attuale è quella di abbandonare questo test poiché assai meno sensibile rispetto ai test immunologici nella diagnosi di morbo Celiaco.

XILOSURIA

 
 

ZINCO

 

Lo Zinco viene introdotto nell'organismo con gli alimenti, pesce, molluschi, carne, fegato, formaggi, legumi, cereali integrali e, in misura minore verdura. E’ presente in tutte le cellule del nostro organismo quale componente di numerosi enzimi, ed è quindi indispensabile in importanti processi quali: metabolismo delle proteine, degli acidi nucleici, dei carboidrati, nell'attivazione di numerose vitamine. Possiede inoltre un elevato potere antiossidante proteggendo le cellule dall’invecchiamento.

ZINCO PROTOPORFIRINE

 

Questo parametro insieme al test del piombo ematico, è spesso utilizzato nell’accertamento dell’esposizione a piombo da parte di lavoratori che sono in contatto con questo metallo. Si tratta di un parametro biologico di effetto precoce che può indicare un anomalia nella sintesi dell’eme.

ZINCO URINARIO

 

E’ un metallo essenziale assunto prevalentemente con la dieta e che assolve a compiti protettivi contro agenti infettivi. Il suo dosaggio sulle urine risulta utile in quanto una sua aumentata concentrazione si riscontra nelle nefropatie e nella cirrosi epatica.

 

Esami